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Interviste Sportive
A cena con Luca Baroncini, campione di Ultramaratona e vincitore dell’edizione 2006 della Pistoia-Abetone



Intervista del: 21/09/2006

Qualche giorno fa ho avuto l’occasione di cenare con Luca Baroncini.

Oltre ad aver conosciuto meglio un campione vero, ho scoperto un ragazzo che vive il podismo con grandissima passione. Oggi Luca Baroncini quando partecipa ad una maratona o ad un’ultramaratona, quasi sempre arriva sul podio.

 

 

Ciao Luca, che cosa ti spinge a correre, a dare sempre il massimo ad allenarti tanto ed a vincere spesso e volentieri?

Luca: Da quando cominciai a correre (12 anni fa) ho sempre provato un grande piacere nello sforzo fisico. Mi piace “ascoltarmi” mentre corro, sentire tutte quelle sfumature che le gambe ti danno sotto sforzo: questo mi permette di non soffrire più di tanto negli allenamenti. Riesco a toccare il limite con continuità e riesco a spostarlo sempre un po’ più avanti. Certamente nell’ultimo anno mi sono dedicato a gare ben più impegnative fisicamente, correre 40-50 km con relativa facilità è un obiettivo che si raggiunge con tanta dedizione e tanto allenamento. Da qualche mese svolgo delle sedute di doppio allenamento circa 3 volte a settimana, è l’unico modo per riuscire a fare tanti km senza “consumarsi” con 2 ore tutti i giorni in unica seduta. In questo modo il piacere della corsa e dell’allenamento è sempre presente…. altrimenti non riuscirei a continuare. Per me questo deve rimanere un bellissimo gioco e.. fino a quando mi diverto va tutto bene!

Ti va di raccontarci i tuoi migliori risultati sportivi?

Luca: Sicuramente il 2006 è stato un anno da incorniciare, le più grandi soddisfazioni sono arrivate proprio negli ultimi mesi. A cominciare da marzo con la vittoria alla prima edizione della Maratonina sulle strade del Vino a Castagneto Carducci (LI), gara di 28 km molto impegnativa muscolarmente, per arrivare alla prima partecipazione alla Ecomaratona dei Marsi con un bellissimo terzo posto non sperato. Ho capito che le gare “lunghe”, dove si richiede grande resistenza mi risultavano relativamente “facili”. Ho quindi cominciato ad accarezzare l’idea della Pistoia-Abetone (53 km prevalentemente in salita….) e per prepararmi ho partecipato al Passatore fino a Borgo San Lorenzo (primo), tenendo il ritmo di due campioni come Calcaterra e D’Innocenti.

A giugno la gioia più grande alla Pistoia-Abetone, avventura partita per scommessa e con tutti i dubbi che si possono avere su una gara così estrema…… ma è arrivata una vittoria davvero entusiasmante, unica!

Non contento la settimana successiva ho partecipato e vinto la maratona in salita “Prato-BoccadiRio”.

Ad agosto ho conquistato un bel secondo posto alla “Valdobbiadene-Mel”, gara di 32 km in montagna.

Per ultimo il terzo posto alla Volterra-San Gimignano, 30 km tra le colline più belle della Toscana.

In mezzo a questi risultati moltissime altre gare e piazzamenti nonché la partecipazione alla Dolomites SkyRace di Canazei (prova di coppa del mondo di SkyRace) e altre maratone “di allenamento”. 

Ci racconti come hai cominciato a correre e come sei arrivato all’ultramaratona?

Luca: Ho cominciato a correre perché ero sovrappeso, dovevo dimagrire ed avendo in casa due atleti come i miei genitori, tuttora attivissimi maratoneti, cominciai a correre. Piano piano mi sono “ammalato” di corsa….. ogni domenica la gara… poi ho deciso di studiare gli allenamenti per migliorarmi. All’ultramaratona ci sono arrivato “per caso” solo quest’anno, ma avendo una resistenza di base molto alta, piuttosto che velocità, riesco a sopportare molti km senza problemi.

Come si fa a correre per 60km, magari in salita, o addirittura per oltre 100km ininterrottamente? Come si fa a far fronte allo sfinimento che sembra prendere il sopravvento?

Luca: Per le 100km rifaremo l’intervista tra un po’ di tempo…. Per il resto vi assicuro che la “testa” ha una componente altissima soprattutto nelle ultime parti di gara. Gli ultimi 10 km della Pistoia-Abetone, i più tremendi e tutti in salita senza respiro, mi rimarranno sempre in mente. Sono uno dei punti fermi della mia testa, riuscire a trovare l’energia fisica e mentale per affrontare quei 10 km è stata una grande prova della mia forza di volontà, me ne rendo conto, andare fino in cima quando le gambe mi avevano abbandonato, guardando sempre avanti e utilizzando fino all’ultima energia... è qualcosa a cui penso sempre in tutti i momenti difficili delle gare. Mi dico…. “se ce l’ho fatta li….. posso farcela anche qua!”.

Ti andrebbe di raccontarci come si articola una giornata tipo di un campione come te? Raccontaci alcuni tuoi segreti e magari come ti alleni

Luca: Grazie per il campione, ma io sono sempre un amatore che come professione lavora in banca. E la mia giornata inizia molto presto… sveglia alle 5.20, alle 5.40 sono in strada per il primo allenamento, di solito 60-70 minuti per fare un po’ di chilometri. Ore 8.00 entro in ufficio e alle 17.00 esco. Alle 17.30 si parte per il secondo allenamento, solitamente quello di “qualità” con tutte le ripetute, i medi, le salite... ecc. che comunemente dura dagli 80’ ai 100’. Nei giorni in cui faccio solo il pomeriggio solitamente è giornata di scarico e quindi al massimo 80’-90’ di corsa lenta.

A tuo parere quanto peso ha l’alimentazione, quanto peso ha il “motore”, quanto peso ha l’allenamento, per raggiungere buoni risultati?

Luca: Certamente sono tutti aspetti importanti e complementari. E’ ovvio che se manca anche solo una di queste componenti non si può andare molto lontano. Una buona alimentazione è necessaria e prolungando molto i km è importante anche mangiare abbastanza, le ristrettezze alimentari non vanno d’accordo con le ultramaratone…. Bruciando 2000 Kcal al giorno solo per gli allenamenti il fisico necessita di molti più nutrimenti. Quest’aspetto influenza necessariamente l’allenamento perché se non si hanno sufficienti forze ed energie l’allenamento non viene svolto a dovere e quindi non si riesce ad aumentare la “cilindrata” del motore. E’ una catena che deve essere sempre tenuta sotto controllo, ogni aspetto curato senza eccedere né in negativo né in positivo.

Cosa consiglieresti ad un ragazzo che vuole cominciare? C’è un’età “giusta” per affacciarsi alle esperienze di podismo più estreme?

Luca: Io forse sono un caso isolato… solitamente ci si avvicina alle ultra in età più avanzata rispetto ai miei 29 anni. Anche se negli ultimi anni, soprattutto dai maestri delle ultramaratone, i russi, si stanno affacciando alle lunghissime distanze ottimi atleti anche di età più giovane. Certamente bisogna avere una forte predisposizione…. Un ragazzo che prova grande fatica a preparare per esempio una maratona “semplice” è difficile che possa arrivare a correre magari 60/80 km o addirittura 100. Soprattutto perché superati i 50/60 km entra in campo la “testa” e la capacità di sopperire alle mancanze fisiche con la forza di volontà… aspetto che nella maratone classiche è ben più limitato.

Oramai in molti sport c’è l’ombra del doping, a tuo parere anche il podismo risente molto di questo problema?

Luca: Il doping purtroppo è l’ombra di tutto lo sport ad altissimo livello, ci sono casi dove quest’aspetto è portato all’estremo, dove se non ti “dopi” non riesci a sopravvivere e vieni automaticamente escluso. Nel podismo, nella corsa su strada, nelle ultramaratone è un problema che al momento sembra non esistere o comunque isolato a pochi “atleti” (perché a quel punto non sei più atleta… sei un truffatore!) che ne pagano poi le conseguenze. Spesso si sente dire che per correre 100-150km e oltre sia necessario “doparsi…”ASSOLUTAMENTE NON E’ COSI’. Certo non tutti possono farlo, anzi, sono pochi coloro che riescono a sopportare tali sforzi fisici, ma qui entra in campo la genetica, la predisposizione di base. Tutti riescono a correre (nel senso proprio di “correre”) 20-30 km… molti la maratona… pochi una 100 km.

Come hai conosciuto EthicSport? Cosa pensi di questa linea di integrazione?

Luca: Alla Pistoia-Abetone ho ricevuto alcuni campioni degli integratori professionali EthicSport, e poi la settimana successiva alla Prato-BoccadiRio.

Erano ben presentati e hanno avuto la mia fiducia per la prova.

Convinto dal fatto che soprattutto nel recupero di questi grandi sforzi vedevo un miglioramento deciso ho continuato a testarli.

Non posso che essere pienamente soddisfatto, ormai fanno parte di tutte le mie giornate di allenamento, dai Sali agli Aminoacidi al Recupero… nonché gli energetici per la gara. Tutti ottimi prodotti che apprezzo ogni giorno di più.

Infine, se ti va di scoprire i tuoi programmi per il futuro, quale sarà il traguardo più importante del 2007 ?

Luca: Il 2007, probabilmente un anno importantissimo, dove cercherò di allungare le distanze e dove proverò a conquistare un posto importante nel movimento delle Ultramaratone Italiane ed estere. Certamente farò gare di maratona in montagna (adoro correre tra i monti…) e fisserò obiettivi a seconda dei momenti della stagione, un passo alla volta, concentrati, verso un traguardo diverso ogni volta. Sempre in compagnia del mio allenatore “ultra” Stefano Sartori (un mito delle ultramaratone) e degli integratori EthicSport.

Grazie a Luca Baroncini abbiamo capito un po’ meglio il mondo dell’ultramaratona ed abbiamo conosciuto un altro grande dello sport.

Luca è un ragazzo dall’aria tranquilla, ma parlando con lui emerge chiara la sua grande determinazione e la sua voglia di vincere.

Grazie per il tempo che mi hai dedicato, ed un grande in bocca al lupo per tutte le competizioni che hai in programma.

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Intervista a cura di Lucia Rubino

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Foto tratta da www.pierogiacomelli.com

fotografa: Belinda Sorice

 

 




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