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Interviste Sportive
DINA BRAGUTI - Nazionale di Italiana di Triathlon Lungo



Intervista del: 05/10/2007

Dina Braguti, Laureata in scienze motorie, atleta della NAZIONALE ITALIANA TRIATHLON LUNGO, originaria di Crema, classe 1974. Tra i suoi successi: Vittoria del titolo Italiano assoluto di Triathlon Lungo (2003) - Medaglia d’Argento al mondiale a squadre di Triathlon Lungo (2004)

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Correre, nuotare, pedalare…spesso fino allo sfinimento. Una vita dedicata allo sport, con tanta passione ed in cuore la voglia di vincere.

Quando è cominciata, come Ti sei appassionata al Triathlon?

Dina: Questa fantastica avventura è cominciata molto tardi: all’età di 22 anni. Ho visto in televisione il mitico Ironman delle Hawaii, ho visto dei “pazzi” (cosi allora mi sembravano) che dopo il nuoto in mare continuavano la gara in bicicletta in costume da bagno e poi continuavano a correre per 42km, sempre in costume, sotto un sole cocente… nel vedere questi atleti dal fisico scultoreo, la voglia di fare uno sport in piena libertà nella natura, la voglia di vedere dove sono i miei limiti mi ha portato inevitabilmente a voler provare… cosi ho cominciato a nuotare con la squadra master della mia città, per poi passare a quella degli agonisti; successivamente ho obbligato mio papà a prendermi una mediocrissima bicicletta da corsa per seguire i ciclisti della mia zona e un paio di scarpe da running e mi sono messa alla prova con il sogno un giorno di gareggiare con il costume dell’Italia e arrivare anche a partecipare all’ironman delle Hawaii…

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Ci raccontarci tuoi migliori risultati?

Dina: beh, il migliore è stato il triathlon lungo di Alghero nel 2003 in cui vinsi il titolo italiano e grazie al quale mi ero guadagnata il posto in nazionale: è stata una gara perfetta in tutto. Il periodo precedente ad essa l’ho trascorso ad allenarmi in grande serenità vicino alla mia famiglia e senza infortuni… durante la gara le sensazioni erano buonissime ed ho dato il mio meglio concentrata su di me fino alla fine dosando le forze per arrivare alla fine della gara senza più un grammo di energia.. è cosi che volevo finire e ci sono riuscita, tra l’altro vincendo...

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Quale è la gara che ti è rimasta nel cuore, le emozioni che hai provato?

Dina: la gara che però mi è rimasta nel cuore è stato l’halfironman di Montecarlo del 2 settembre scorso. arrivavo da anni di infortuni, ma io ed il mio allenatore Fabio Vedana continuavamo a credere che potevo tornare ad un buon livello.. e cosi è stato.. la gara di per sé è stata fantastica sia per i percorsi impegnativi sia per l’organizzazione impeccabile. I quarto posto dietro ad atlete di grande calibro come la Tourig, la Dillon e la Ksomor mi ha rinfrancato lo spirito e la consapevolezza che se riesco ad allenarmi senza infortuni e con continuità  posso essere con le migliori…

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Quando arrivano quei momenti in cui il sacrificio è così insopportabile da spingerti a pensare  “basta con il Triathlon”, cosa ti spinge a fare sempre il massimo?

Dina: in genere quando arrivano i momenti di difficoltà che per me sono, non tanto il superare la voglia di fare fatica, ma soprattutto lo sconforto che ti piomba addosso quando arriva un infortunio, ciò che mi fa superare questo, inizialmente è la gioia che si prova nel semplice nuotare, andare in bici e correre; successivamente la voglia di tornare alle gare… di respirare quell’aria di tensione pre gara e quell’aria di gioia e festeggiamenti nel dopo gara… ed anche la voglia di essere soddisfatta di me dopo aver compiuto una grande impresa.

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Come si articola una tua giornata tipo? Rendici partecipi dei tuoi sforzi e dei tuoi allenamenti e di come la federazione ed i tecnici ti seguono in tutto questo.

Dina: ho un grandissimo tecnico, Fabio Vedana, che mi segue con immensa pazienza. Anche la federazione mi ha dimostrato grande fiducia continuando a convocarmi nonostante io non potessi correre a piedi a causa di una frattura. Sotto la supervisione di Fabio, i carichi d’allenamento variano in base agli obiettivi della preparazione, ma in genere le giornate si svolgono con una doppia o tripla seduta d’allenamento. Alla mattina mi alleno da sola in bici o a piedi e nel pomeriggio vado a nuotare con la squadra e qui mi segue Amedeo Gualazzi, professionale allenatore del Crema nuoto, senza dimenticare le sedute in palestra per il riequilibrio muscolare.

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Cosa ti sentiresti di consigliare ad una ragazza/o che vuole avvicinarsi oggi al Triathlon? C’è un’età giusta per iniziare?

Dina: senza ombra di dubbio, consiglierei di avvicinarsi al triathlon semplicemente perché spinti dalla voglia di divertirsi. La passione per uno sport nasce nel momento in cui una persona prova piacere nel farlo. Poi questa passione può diventare anche voglia di vedere i propri limiti e di confrontarsi con gli altri; allora si passerà a fare sport a livello agonistico. Un’età giusta per iniziare??? Sono convinta che i bimbi debbano fare le più disparate esperienze motorie per avere un bagaglio motorio più ampio possibile; successivamente, con alle spalle una completa fantasia motoria, in base alla preferenza di ogni bimbo, lui stesso potrà decidere in quale sport specializzarsi. Il triathlon in questo contesto credo sia un ottimo sport per fare molteplici esperienze motorie.  

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Hai qualche piccolo segreto da svelare alle giovani atlete per affrontare con serenità gli allenamenti le piccole rinunce che impone una disciplina intensa come il Triathlon ?

Dina: un unico segreto: porsi degli obiettivi, averli ben chiari e cercare di perseguirli. La volontà, l’impegno e la costanza porteranno, se non a raggiungere i propri obiettivi, almeno ad avvicinarsi. Comunque, solo il fatto di aver dato il meglio di sé, è gratificante.

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Il Triathlon è uno sport che abbina tre discipline molto diverse tra loro, quanto è importante una corretta alimentazione?

Dina: FONDAMENTALE. Il cibo è il nostro carburante. Cibo sano, e nelle proporzioni tra carboidrati-proteine-grassi ben equilibrato è senza dubbio un grande aiuto per dare il proprio meglio.

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Come Ti sei avvicinata ad EthicSport e che cosa ne pensi dei prodotti  che offre la linea d’integrazione?

Dina: ho conosciuto i prodotti EthicSport durante un raduno con la Nazionale l’anno scorso. Li ho provati ed ho constato che la qualità delle materie prime utilizzate da EthicSport è molto alta: ho spesso avuto problemi gastro – intestinali utilizzando altri integratori, invece ora il problema è scomparso. (ad esempio i Sali Minerali). Inoltre li trovo molto efficaci, ciò che promettono mantengono. (ad esempio gli Aminoacidi ramificati)

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E la tua vita “non sportiva” di giovane donna, come si articola, soprattutto come si concilia con lo sport?

Dina: il triathlon occupa grande spazio nella mia vita, ma senza la mia famiglia ed un compagno speciale il triathlon non avrebbe ragione di esistere… il triathlon mi permette di realizzarmi, ma la vita è anche la famiglia, il fidanzato, gli amici… e poi da poco si aggiunge la mia cucciola di Alaskan Malamute di nome Nike(un cane da slitta), che è una simpaticissima compagna con cui presto condividerò i lunghi allenamenti di corsa a piedi ed anche qualche garetta di dog trekking (corsa in montagna atleta+cane) dove abbiamo già esordito facendo un buon piazzamento ;O)  

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Ci rendi partecipi dei tuoi progetti futuri?

Dina: dopo un anno di pausa nella corsa a piedi, causata da una frattura, presto tornerò alle gare specializzandomi sul mezzo ironman (gare del circuito 70.3) per poi arrivare al mitico  Ironman delle Hwaii.

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Grazie Dina per la tua gentilezza e per l’entusiasmo che ci hai trasmesso, insieme  a Te abbiamo esplorato il mondo del Triathlon anche con gli occhi di una donna.

Un grande in Bocca al lupo per tutto il tuo futuro

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Intervista a cura di Franca Mascellani




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