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Domande e Risposte
  • D. Che differenza c'è tra Energia Rapida + ed Energia Rapida Professional?

    I due prodotti si differenziano principalmente per modalità d’uso e per i momenti di assunzione:
    Energia Rapida Professional è un prodotto per sportivi a base di carboidrati sequenziali, potassio e caffeina che va inteso come una “ricarica energetica” da effettuare periodicamente e regolarmente in gare lunghe quali granfondo e marathon mtb.
    Energia Rapida + è un integratore a base di carboidrati sequenziali, alanina, taurina, caffeina e ginseng in grado di generare una risposta energetica immediata che va usato per contrastare l’insorgenza del calo ipoglicemico o per affrontare al meglio gli ultimi km di una competizione. È assolutamente possibile e sensato assumerli nella stessa gara, indicativamente cominciando con l’assunzione regolare di Energia Rapida Professional ogni 60-90 minuti di competizione (per gare molto lunghe, oltre le 3-4 ore, si consiglia comunque di assumere, nelle prime ore di gara, anche barrette energetiche o piccoli panini) e terminando con l’assunzione di Energia Rapida + negli ultimi 60-40 minuti.
    Sia per Energia Rapida + che per Energia Rapida Professional si consiglia l’assunzione da 1 a 3 confezioni al giorno.
  • D. Come si aumenta la massa muscolare?

    Sono tantissime le variabili che entrano in gioco per aumentare la massa magra di un atleta. Sicuramente la prima causa dell'aumento di massa muscolare è l'esercizio fisico intenso: determinati stimoli allenanti stressano il muscolo a tal punto che l'organismo, quando ricostruisce i tessuti, genera una “superproduzione” di muscolo. Questo meccanismo è noto come la supercompensazione adattativa morfofunzionale. E' importante in questi casi garantire un apporto proteico adeguato (compreso generalmente tra i 1,4g e i 2g di proteine per kg di peso) al fine di permettere all'organismo la rigenerazione del tessuto muscolare.



  • D. A cosa serve fare stretching?

    Premesso che esistono diversi tipi di stretching e che le tecniche di allungamento muscolare hanno subito vari cambiamenti nel corso degli anni, questa pratica è finalizzata a migliorare la coordinazione, la proprocezione e prevenire le problematiche muscolari.
    E' utilissimo effettuare esercizi di stretching prima e dopo impegni sportivi importanti ma è indispensabile apprendere molto bene i gesti da fare rivolgendosi, soprattutto le prime volte che li si effettuano, a personale qualificato.
  • D. La caffeina è utile contro la depressione?

    Sebbene non sia scientificamente provato, pare effettivamente che l'assunzione di caffeina sia collegata con la riduzione del rischio di depressione. Uno studio osservazionale effettuato dalla Harvard School of Public Health, pubblicato recentemente sugli Archives of Internal Medicine effettivamente confermerebbe questa tesi. Il ricercatore Michel Lucas e il suo team hanno reperito dati relativi a quasi 60.000 pazienti sessantatreenni di sesso femminile, nessuna delle quali, all'inizio della ricerca, mostrava segni di depressione. Attraverso questionari somministrati nel periodo compreso tra il 1980 e il 2004, è stato verificato l'intake di caffeina (tramite tutte le fonti alimentari disponibili: caffè, the, integratori...), e si è potuto evidenziare che le donne che hanno consumato 2 o 3 porzioni di caffè al giorno si sono mostrate per il 15% meno predisposte a sviluppare casi clinici di depressione, per chi ne ha consumato 4 porzioni la percentuale sale al 20% e che il consumo di caffè decaffeinato non ha correlazione con il rischio di incorrere in depressione.
  • D. Le mele fanno ingrassare?

    Diverse volte mi è capitato di sentire questa domanda, giustificata ,secondo la logica di chi la pone, dal fatto che "le mele sono ricche di zuccheri". La frutta è ricca di zuccheri ma ha mediamente un potere calorico molto basso per etto, visto il suo alto contenuto d'acqua (per altro importantissimo nell'alimentazione). Non si può quindi dire che le mele, sebbene siano tra i frutti con maggior potere energetico, possano portare ad ingrassare: è anzi una raccomandazione dell'intera classe medica consumare almeno 5 razioni di frutta e verdura durante la giornata.
  • D. Perché si fatica a prendere sonno dopo attività fisica intensa?

    L'attività sportiva condotta a ritmi elevati genera nell'organismo un rilascio di adrenalina importante. 

    La presenza di questo ormone nel sangue può disturbare il sonno,  in quanto è uno dei responsabili dell'attenzione.
    Non tutti soffrono di questo problema ma a chi capita con frequenza questo fenomeno  si suggerisce di non  praticare sport dopo le 20.
  • D. Che cos'è il glicogeno?

    Il glicogeno è un polimero (ovvero una molecola formata da tante unità) del glucosio formato da lunghe catene ramificate di questo carboidrato. E' il "serbatoio" di energia che il nostro organismo ha nei muscoli e nel fegato. Per un atleta, soprattutto di endurance, è di primaria importanza fare sì che le riserve di glicogeno siano sempre elevate prima di iniziare l'esercizio fisico, al fine di avere il massimo nutrimento possibile per il muscolo; l'assunzione di un'alta frazione di carboidrati nella dieta è indispensabile per massimizzare l'accumulo di questa importante molecola nel nostro organismo.
  • D. Come deve cuocere la pasta uno sportivo? Al dente o ben cotta?

    Innanzitutto è indispensabile chiarire cosa si intenda per "cottura al dente": questa cottura restituisce una pasta cotta uniformemente, che offre resistenza tenace ed elastica. La pasta è formata principalmente da amidi, trattenuti da una fitta rete proteica (che si forma, grazie al glutine, durante il processo di essiccazione che avviene durante il percorso produttivo dell'alimento), che permette la conservazione di tutti gli elementi nutritivi. Mentre viene lessata, la pasta assorbe acqua e gli amidi al suo interno aumentano di volume. Quando questa cottura viene condotta troppo a lungo la pasta assume una consistenza più gelatinosa, indice che la fitta rete proteica del glutine non è più efficiente e non riesce a trattenere gli amidi. Una pasta cotta al dente, quindi, permette una migliore assimilazione dei nutrienti presenti al suo interno.
  • D. Che esercizi fare per gli addominali piatti e tonici?

    Occorre premettere che per ottenere addominali snelli, tonici ed esteticamente belli occorre comunque minimizzare il livello di grasso addominale: effettuare esercizi specifici per gli addominali è senz'altro utile anche per smaltire queste riserve lipidiche ma è indispensabile affiancare più stimoli atletici per ottenere una buona proporzione tra massa magra e massa grassa. Ad ogni modo è utile allenare questo tessuto muscolare con grande regolarità, effettuando quotidianamente esercizi che facciano lavorare in maniera funzionale tutte le parti degli addominali. Ogni esercizio (dal crunch, agli esercizi sulla lat-machine al sit up...) va però eseguito in maniera corretta per evitare problematiche fisiche: è indispensabile quindi farsi seguire, quanto meno le prime volte che si esegue, da un personal trainer esperto.
  • D. Quando è meglio mangiare la frutta?

    Le più moderne assunzioni in campo di alimentazione e salute consigliano di assumere 5 razioni di frutta e verdura al giorno: da una parte il contenuto di acqua e fibre contribuisce a mantenere uno stato di idratazione ottimale e una buona salute intestinale, dall'altra il contenuto energetico e di antiossidanti di questi alimenti consente di mantenere un livello costante di glucosio nel sangue e contrasta lo stress determinato dai radicali liberi. La frutta, quindi, può essere mangiata ad ogni pasto: sia come spuntino di metà mattina o metà pomeriggio, sia in corrispondenza dei pasti principali. Se la frutta viene mangiata a stomaco vuoto, o prima del pasto, l'assorbimento dei nutrienti verrà favorito: a digiuno, infatti, questi alimenti hanno un rapido svuotamento gastrico e vengono assimilati velocemente.
  • D. Che sport è meglio fare per bruciare i grassi?


    Tra gli esercizi aerobici (ovvero quelli di resistenza pura), anaerobici lattacidi (quelli intensi, con produzione di acido lattico) e quelli istantanei anaerobici alattacidi (quelli istantanei, in cui la rigenerazione dell'ATP avviene attraverso la degradazione della Creatina Fosfato muscolare), gli sforzi di tipo marcatamente aerobico sono quelli in cui si è rilevato il maggior consumo del substrato lipidico. Partendo da questa evidenza è stato generalizzato il concetto che le attività fisiche come la camminata veloce, la corsa lenta di resistenza, il ciclismo e le escursioni in montagna sono gli sport più indicati per bruciare i grassi!
    Se, da una parte, questo concetto è vero e indiscutibile, dall'altra parte è importante considerare che se richiediamo all'organismo di consumare solo grassi, questo faticherà a liberarsi di tutte le riserve di lipidi!
    E' quindi indispensabile pianificare una certa varietà di tipologie di esercizio per permettere un consumo di tutti i substrati energetici.
  • D. E' vero che se si dorme meno si bruciano più calorie e si dimagrisce più in fretta?

    Se, da una parte, è vero che durante la veglia si consumano più energie rispetto al sonno, dall'altra parte non è così scontato che dormendo meno si riesca ad avere un dimagrimento più veloce! Infatti il nostro metabolismo effettua aggiustamenti che tendono a compensare tutti gli "stressor" esterni a cui noi lo sottoponiamo! Un recente studio dell'Università di Chicago, che ha voluto analizzare la relazione tra dieta e diminuzione delle ore di sonno, sembra evidenziare infatti che dormire poco possa ostacolare la riproporzione tra massa magra e massa grassa (Ann Intern Med, 2010; 153(7): 435-41)!
    Garantire quindi al nostro organismo un adeguato riposo è una strategia sensata per ottimizzare l'effetto della dieta.
  • D. I cereali sono adatti alla prima colazione?

    Cominciare la giornata con un buon apporto energetico e di fibra alimentare forniti dai cereali è senz'altro una buona proposta per la prima colazione. Attenzione però, è importante scegliere prodotti senza troppi zuccheri aggiunti.
    Alcune prodotti a base di cereali, infatti, possono contenere fino al 50% di saccarosio, in questo caso l'apporto di fibra alimentare è estremamente ridotto ed una porzione di prodotti così elaborati può generare uno sbalzo glicemico considerevole, che potrebbe attivare un rilascio di insulina importante, generando un conseguente senso di stanchezza e spossatezza.
  • D. Come devo mangiare durante le festività natalizie per non ingrassare?

    Un antico detto recita che "non si ingrassa tra Natale e S. Stefano ma tra S. Stefano e Natale"! E' difficile, infatti, ingrassare a causa di uno o due pasti più abbondanti del necessario (basti pensare che per aumentare di 1kg di grasso occorre eccedere di 9000kcal oltre il fabbisogno fisiologico!): l'aumento ponderale che si verifica durante le lunghe feste di Natale e Capodanno è spesso dovuto a uno squilibrio di tutte le abitudini alimentari che sono consolidate durante l'anno in tutti i giorni di ferie e non solo nelle "feste comandate"!
    Attenzione quindi: per evitare brutte sorprese alla ripresa delle attività, è indispensabile porre grande attenzione a non eccedere nelle quantità e nei fuori pasto "golosi". Non è richiesto a uno sportivo di negarsi i piaceri della tavola e di una buona cucina tradizionale, tuttavia, per evitare di affaticare eccessivamente il nostro apparato digerente, è bene evitare di eccedere! In pratica: nessuna limitazione particolare per i pranzi o le cene dei giorni di festa ma ATTENZIONE ALLE QUANTITA'!
  • D. Se mi alleno in pausa pranzo, cosa e quando posso mangiare?

    Per poter eseguire un buon allenamento in pausa pranzo è indispensabile considerare la possibilità di effettuare un buono spuntino a metà mattina, al fine di avere energia sufficiente durante la sessione di lavoro. Tanto più è impegnativa l’attività, tanto più lo spuntino dovrà essere sostanzioso: per una blanda corsetta di 30-40 minuti è sufficiente una porzione di frutta, per una seduta intensa di nuoto o di ciclocross di circa 1h è utile aggiungere anche un panino o una fetta di crostata con la marmellata. Finito l'allenamento, visto il poco tempo disponibile per effettuare un pasto, può essere utile scegliere una barretta pasto-sostitutiva (Armonika è un prodotto particolarmente equilibrato) in grado di apportare carboidrati, proteine, lipidi, vitamine e minerali in quantità bilanciate, generando così un buon senso di sazietà e nutrendo l’organismo in maniera corretta.
  • D. E' possibile sciogliere gli integratori proteici nel latte caldo o in acqua calda?

    E' possibile sciogliere gli integratori proteici nel latte caldo o in acqua calda?
    Effettivamente non è indicato assumere integratori proteici o di amminoacidi in tisane o in bevande calde in quanto è noto il meccanismo chimico della degradazione termica di Strecker a cui possono essere soggetti gli amminoacidi, che in queste condizioni potrebbero perdere le loro caratteristiche nutrizionali. Questo avviene per temperature piuttosto elevate (indicativamente oltre i 70°C) quali si riscontrano nella preparazione di infusi. Se si vuole sciogliere queste tipologie di prodotti in tisana o bevande calde è opportuno farlo quando queste si sono un po’ raffreddate (o comunque alla temperatura della bocca).
  • D. Che cos'è esattamente la ritenzione idrica?

    In medicina quando si parla di ritenzione idrica si intende la tendenza dell'organismo a trattenere liquidi nei tessuti, con l'effetto percepito di vedere un ristagno di fluidi nell'addome, cosce e glutei. Le cause di questo fenomeno possono essere moltissime, da disfunzioni di alcuni organi (come i reni o il fegato) fino ad infiammazioni o stili di vita errati. Il ristagno dei liquidi ostacola la corretta circolazione venosa e linfatica per cui, in queste condizioni, è molto più difficile rimuovere le tossine dal muscolo e il metabolismo cellulare risulta estremamente difficile. In assenza di patologie si può porre rimedio a queste problematiche correggendo gli stili di vita errati e arricchendo l'alimentazione di cibi ricchi di flavonoidi e vitamina C, come i frutti rossi. Può essere una strategia corretta, integrare l'alimentazione con prodotti contenenti diosmina, bioflavonoidi, Vitamina C e sostanze come la bromelina, in grado di favorire il riassorbimento dei liquidi in eccesso.
  • D. Come si evitano le piaghe da sfregamento nel podismo?

    Il gesto della corsa può portare alla formazione di arrossamenti o fastidiose abrasioni (in particolare sotto le ascelle o a livello dell'inguine); la scelta di un abbigliamento comodo, traspirante e di qualità sta senz’altro alla base della prevenzione di queste problematiche. L’uso di creme antiattrito e antifrizione è da sempre una soluzione preventiva praticata da molti atleti. Comfort è un crema antifrizione con proprietà lenitive e antiattrito. E’ indicata per lo sportivo soggetto a facili arrossamenti o lesioni della cute durante l’attività sportiva. La particolare composizione della crema protegge la pelle dagli arrossamenti ed evita le abrasioni generate dalla ripetizione del gesto sportivo, mentre l’alto tenore di ossido di zinco esercita un’efficace azione lenitiva e di protezione epidermica.
  • D. La frutta secca è utile nell'alimentazione dello sportivo?

    Certamente sì! Le noci, le mandorle e tutti la frutta secca ed oleosa ha un ottimo quantitativo di grassi "poli-insaturi", ovvero in grado di combattere molte tipologie di radicali liberi, spesso responsabili dell'alto stato di infiammazione generale dello sportivo. Il buon contenuto calorico, inoltre, le rende indicate anche per tutte quelle attività sportive di ultra endurance (trail, ultramaratone...) da effettuare in autonomia in cui è indispensabile portare con sé alimenti che possano trasferire molta energia.  

    Attenzione però: esagerare con questi alimenti senza effettuare molta attività fisica potrebbe portare ad accumulare un eccesso di grasso corporeo.

  • D. Ho paura in discesa: come posso fare a vincerla?

    Molti ciclisti non si sentono a proprio agio quando il loro mezzo prende velocità in discesa, sia su strada che off-road. Esercitare la propria tecnica di guida con regolarità è il modo per avere i mezzi giusti per guidare in sicurezza in discesa; tuttavia la lucidità mentale è un fattore determinante in queste situazioni: scelte alimentari errate prima e durante l'attività fisica possono diminuire la capacità di concentrazione e possono renderci meno sicuri, benché siamo padroni del mezzo.
    Per mantenere un alto livello di lucidità in ogni momento dell'uscita occorre:
    - evitare carboidrati ad alto indice glicemico prima e durante l'attività: questi potrebbero, in determinate condizioni, generare un rilascio di insulina e portare a stati di ipoglicemia reattiva, deleteri per la capacità di concentrazione;
    - rimanere ben idratati: la disidratazione è uno dei principali nemici della concentrazione e della lucidità mentale, per cui bere regolarmente integratori ipotonici è un'ottima strategia per mantenersi mentalmente pronti;
    - piccole quantità di adattogeni: alcuni estratti vegetali (come l'Eleuterococco o la caffeina) hanno la caratteristica di mantenere elevata la capacità di affrontare situazioni di stress.
  • D. E' meglio nuotare nell'acqua fredda o calda per allenarsi meglio?


    In linea di principio: minore è la temperatura dell'acqua, maggiore è la viscosità di questo liquido; di conseguenza, più alta è la viscosità, maggiore è la possibilità del nuotatore di "tirare a sè" l'acqua e quindi di sfruttare al meglio la sua potenza! Per cui l'acqua fredda, teoricamente, favorirebbe velocità più elevate!
    Inoltre, una temperatura bassa contribuirebbe maggiormente al controllo della temperatura corporea (che con l'esercizio fisico si alza). E' chiaro che in ogni caso temperature troppo lontane dalla tolleranza fisiologica, a prescindere dai principi della fisica, la capacità prestativa risulta comunque compromessa!
  • D. Che sport è meglio fare per bruciare i grassi?

    Tra gli esercizi aerobici (ovvero quelli di resistenza pura), anaerobici lattacidi (quelli intensi, con produzione di acido lattico) e quelli istantanei anaerobici alattacidi (quelli istantanei, in cui la rigenerazione dell'ATP avviene attraverso la degradazione della Creatina Fosfato muscolare), gli sforzi di tipo marcatamente aerobico sono quelli in cui si è rilevato il maggior consumo del substrato lipidico. Partendo da questa evidenza è stato generalizzato il concetto che le attività fisiche come la camminata veloce, la corsa lenta di resistenza, il ciclismo e le escursioni in montagna sono gli sport più indicati per bruciare i grassi!
    Se, da una parte, questo concetto è vero e indiscutibile, dall'altra parte è importante considerare che se richiediamo all'organismo di consumare solo grassi, questo faticherà a liberarsi di tutte le riserve di lipidi! E' quindi indispensabile pianificare una certa varietà di tipologie di esercizio per permettere un consumo di tutti i substrati energetici.
  • D. E' possibile trovare alimenti o integratori inquinati?

    Uno studio di diversi anni fa (review su Sport&Medicina 2007 . 4 - Marzatico F, Negro M.) aveva analizzato circa 600 prodotti di integrazione provenienti da tutto il mondo e aveva riscontrato la presenza di inquinanti pericolosi (ormoni) nel 15% di questi. Oltre a questa evidenza si sono verificati diversi casi in cui cibi o integratori sono risultati contaminati. Il modo per evitare di incorrere in alimenti o integratori contaminati è quello di scegliere prodotti certificati e sicuri; per quanto riguarda gli alimenti, la filiera dovrebbe essere garanzia di esenza di contaminanti pericolosi mentre, per quanto riguarda gli integratori, esistono diversi protocolli di controllo qualità che possono garantire la purezza del prodotto finito. 
    EthicSport adotta il protocollo più rigido di tutela per l'atleta: infatti, ogni lotto commercializzato dei prodotti EthicSport è stato preventivamente testato dal Laboratorio di Sanità Pubblica dell'Azienda Sanitaria di Firenze, settore Laboratorio Regionale Antidoping e viene certificato privo di nandrolone e testosterone, con loro precursori (anabolizzanti),  privo di amfetamine ed efedrine (stimolanti), beta2-agonisti e diuretici, vietati dalla normativa antidoping vigente.
  • D. Uno sportivo può donare sangue?

    Certo! La donazione di sangue non è assolutamente incompatibile con l'attività sportiva. Donare sangue intero, tuttavia, abbassa alcuni valori ematochimici (ematocrito, emoglobina, i valori di ferro ematico) in maniera sensibile, quindi -per uno sportivo professionista- la donazione andrebbe effettuata solo in periodi di "scarico", visto che per riportare a livelli fisiologici questi parametri occorrono circa 7 settimane. 
    La plasmaferesi (ovvero la donazione di plasma), invece, non abbassa in maniera sensibile quei valori e può essere condotta con  tranquillità. Dopo ogni donazione è importante ricordarsi di bere con regolarità. 
    Un recente articolo di Newman Transfusion ha evidenziato che integrare ferro dopo la donazione contribuisce a riportare i valori ematochimici a livelli fisiologici in 5 settimane invece che in 7.
  • D. L'amore fa bene allo sport?

    Uno dei grandi quesiti dell’universo sportivo riguarda proprio il tema dell'amore prima dell'attività sportiva. 
    Sebbene tra gli sportivi abbia molto credito la teoria dell'astensione assoluta da ogni ars amorosa per preservare la propria concentrazione e le proprie energie per l’attività sportiva, tuttavia occorre sapere che un rapporto sessuale non comporta un dispendio energetico così importante da poter pregiudicare lo stato di forma di un atleta. Inoltre, per quanto concerne la concentrazione, talvolta l'astensione genera maggiori stress e ansie rispetto all'intimità col proprio partner abituale!
  • D. il sale da cucina fa male allo sportivo?

    Il sale da cucina (ovvero il cloruro di sodio, NaCl) è una fonte importante di due elettroliti importantissimi per la regolazione acido base del muscolo scheletrico: un buon apporto di questi due sali minerali, infatti permette una contrazione muscolare efficiente. Molti studi scientifici estremamente accreditati hanno però evidenziato una relazione diretta tra assunzione di sale da cucina e aumento della pressione sanguigna minima, ragione per cui la classe medica -senza eccezioni- raccomanda moderazione nel consumo di questo insaporitore!
    Se, da una parte, il cloruro di sodio è indispensabile a un atleta che faccia attività sportiva e non debba mancare nella dieta di un atleta, è da rilevare che questo sale minerale è già presente in tantissimi alimenti e non è necessario aggiungerne grandi quantità nei cibi. Quando, inoltre, si svolga attività sportiva per diletto e mantenersi in forma, è buona abitudine moderare il consumo di questo sale minerale.
  • D. E' vero che il colesterolo è utile allo sportivo?

    E' assolutamente vero! Il colesterolo è un componente indispensabile per le membrane cellulari, regola lo scambio di messaggeri ed è indispensabile per la crescita. Spesso, una cattiva interpretazione di alcuni studi scientifici medici ha demonizzato questa molecola e molte persone fanno di tutto per avere livelli bassissimi di colesterolo. Un apporto normale di alimenti contenenti colesterolo (uova, carni rosse, formaggi stagionati...) è sicuramente utile per lo sportivo che ha esigenze di rigenerazione maggiori della persona sedentaria e -anzi- livelli troppo bassi di questo steroide vegetale possono compromettere la capacità prestativa. D'altra parte un eccesso di colesterolo ematico può portare a problematiche cardio-vascolari e occorre monitorare questo valore con regolarità, soprattutto in chi fa attività fisica moderata con la sola finalità di star bene e mantenersi in forma.
  • D. E' meglio bere liquidi caldi o freddi durante l'attività sportiva?

    Mentre si fa sport e nei momenti adiacenti alla pratica dell'attività fisica è bene evitare di assumere liquidi troppo caldi o troppo freddi per evitare che l'organismo sia soggetto a deleteri sbazi termici. In genere si preferisce assumere bevande fresche durante l'attività sportiva, in quanto contribuiscono a mantenere controllata la temperatura corporea.
  • D. Lo sportivo può mangiare la pizza?

    Certamente! In generale la dieta dello sportivo deve essere varia e non ci sono motivi per escludere alcun tipo di alimento! Di conseguenza non ci sono alimenti che si debbano necessariamente evitare e la pizza può tranquillamente far parte della dieta dello sportivo! E' importantissimo, tuttavia, valutare sempre l'opportunità di quando mangiarla: vista la complessità di questo alimento (che contiene carboidrati, grassi, proteine, lieviti e fibre) non è adattissimo ad essere mangiato in prossimità di un allenamento o una gara importante!
  • D. Come integrarsi per il match di tennis?

    Una corretta alimentazione sta alla base di ogni buona prestazione sportiva, non soltanto nei giorni di gara ma anche durante il periodo di preparazione. Il tennis, inoltre, ha richieste metaboliche estremamente complesse che possono variare enormemente anche all'interno di uno stesso incontro che ha una durata estremamente variabile. Le problematiche maggiori, comunque, derivano dal rischio di disidratazione e dal calo energetico. Una buona strategia per tenersi al riparo da queste problematiche è quella che segue:
    - iniziare la prestazione in condizioni di idratazione ottimale: bere a sufficienza durante la giornata, assumere buone quantità di frutta, verdura ed effettuare un piccolo spuntino energetico circa 1h30' sono una buona strategia per poter svolgere al meglio allenamenti e partite. Qualora la temperatura sia particolarmente elevata o non si riesca ad effettuare un'alimentazione ottimale durante la giornata, potrebbe essere utile assumere  un apposito integratore pre-exercise come PreGara Dynamic;
    - bere con regolarità acqua o integratori idrosalini glucidici, formulati specificamente per lo sport, è indispensabile per mantenere un buon livello di idratazione. Performance Sete è un prodotto particolarmente digeribile in grado di apportare carboidrati a differenti velocità di assimilazione, in una formulazione tale da idratare velocemente.
    - reintegrare le energie perse: visto che nei match  di tennis è difficile prevedere la durata degli incontri, è importante apportare con regolarità (a cadenza oraria) energia facilmente digeribile ed assimilabile; o barrette energetiche estremamente digeribili come Tecnica, energetici a base di frutta come Sport Fruit, un concentrato di frutta naturale, altamente digeribile e veloce da mangiare o integratori energetici come Energia Rapida, utile per i momenti di crisi.
    - non dimenticare la fase del recupero muscolare post-esercizio: per recuperare al meglio una buona strategia alimentare è importantissima. Oltre a ciò, l'assunzione di prodotti specifici per il post exercise come Recupero è importante per ottimizzare questa fase e permettere una resa ottimale anche nelle successive prestazioni.
  • D. La motivazione può incidere sulla resa in allenamento o in gara?

    Certamente! La riuscita di un allenamento non dipende unicamente dalle capacità fisiche dell'atleta ma anche dalla sua predisposizione mentale! Molte funzioni del Sistema Nervoso (un sistema estremamente complesso e non ancora completamente conosciuto) sono infatti direttamente dipendenti dalle emozioni, e possono quindi avere diretta dipendenza da un particolare stato mentale! Un determinato grado di attivazione mentale e di concentrazione possono far produrre un quantitativo maggiore di adrenalina ed endorfine al nostro organismo, per cui può esserci una dipendenza tra la nostra capacità di “faticare” e un elevato livello di stimolazione psico-somatica. Un esempio? Proviamo a contare fino a 10 quando pensiamo di non riuscire a resistere allo sforzo... Per quanto poco, avremo spostato avanti il nostro limite prestativo!
  • D. Come effettuare un buon auto massaggio post-allenamento?

    La pratica del massaggio è utile per l'attività sportiva e -anche qualora venga fatta in maniera autonoma- può portare grandi benefici alla pratica dell'attività sportiva.
    Un massaggio defaticante nei momenti che seguono l’esercizio fisico può essere estremamente utile per velocizzare il fisiologico recupero muscolare. Ecco quali azioni possono essere utili per questa fase:
    - iniziare con sfioramenti ripetuti: la prima fase di un massaggio riposante può essere rappresentata dallo sfioramento (una manovra che si esegue con la mano aperta, effettuando una pressione morbida e leggera sulla pelle, mantenendo un contatto continuo tra arto da trattare e mano), utile per scaldare la parte da massaggiare, riattivare la circolazione sanguigna, linfatica superficiale ed eventualmente stendere una crema defaticante idonea;
    - proseguire con lente frizioni: in questa fase può essere utile comprimere leggermente il muscolo tra le mani, risalendo dalla periferia verso il centro del corpo; in questo modo si favorisce il drenaggio del muscolo e il riflusso della circolazione venosa verso il cuore. Questa tecnica è particolarmente utile sugli arti che hanno lavorato a lungo e intensamente;
    - impastamento: la fase successiva del massaggio può essere eseguita con una leggera “spremitura” del muscolo, con movimenti alternati delle mani, al fine di favorire il deflusso sanguigno, liberando il tessuto dai cataboliti da esercizio;
    - terminare con lo scarico: l’ultima fase di un buon massaggio post exercise è sempre volta al drenaggio del tessuto in modo da consentire l’afflusso di sangue “nuovo” e consentire un’ottimale ri-ossigenazione dei tessuti.
  • D. In quali sport sono più utili le maltodestrine?

    Le maltodestrine sono polimeri del glucosio che consentono di apportare energia all'organismo in maniera frazionata; per questa ragione sono utili nutrienti in tutti i tipi di discipline sportive. In genere possono essere utilizzate maltodestrine "a catena media" (ovvero con un numero di molecole di glucosio contenuto per maltodestrina) per attività di breve durata e con una componente metabolica mista aerobica-anaerobica, maltodestrine "a catena lunga" per attività di resistenza.
  • D. Come si può calcolare il fabbisogno calorico giornaliero di un atleta?

    Il fabbisogno calorico giornaliero è determinato dalla somma dell'energia necessaria per la funzionalità dei sistemi biologici (il cosiddetto "metabolismo basale) con quella che usiamo per svolgere tutte le attività che compiamo in una giornata. Inoltre, questi due valori sono correlati tra loro: soggetti con metabolismo basale differente avranno un consumo calorico diverso per compiere la stessa attività con il medesimo tempo.
    Il calcolo del consumo calorico totale di un atleta, quindi, è piuttosto complicato! Recentemente sono stati sviluppati degli "holter metabolici", ovvero piccoli strumenti che vanno "indossati" per una intera giornata o più e danno una stima piuttosto precisa del dispendio calorico giornaliero, essendo in grado di misurare (tramite parametri come temperatura corporea, battito cardiaco, pressione sanguigna...) il reale consumo di un atleta. 
    Ad ogni modo, per chi non avesse la possibilità di accedere a questa tecnologia, esistono formule matematiche in grado di restituire valori di metabolismo basale basandosi su più parametri antropometrici (altezza, peso, età, segmenti corporei...) ed esistono tabelle che riportano il consumo calorico al minuto per moltissime attività fisiche che compiamo abitualmente (camminare, leggere il giornale, nuotare, lavarsi i denti...). Calcolando con queste equazioni il metabolismo basale e aggiungendo il consumo determinato da ogni attività si può comunque arrivare a una stima verosimile del consumo energetico giornaliero totale.
  • D. Cosa sono gli integratori?

    Gli integratori alimentari, come dice la parola stessa, sono delle associazioni mirate di nutrienti che “integrano” la dieta. Sono prodotti alimentari che apportano macronutrienti energetici (cioè carboidrati, proteine e grassi) o micronutrienti come vitamine e sali minerali. Nello sportivo sono importanti complementi per ottimizzare il rendimento nelle gare o negli allenamenti, a patto però che allenamento, riposo, alimentazione siano sempre ben curati.

  • D. Cos'è l'Indice Glicemico?

    L'assunzione di alimenti contenenti carboidrati (pane, pasta, riso, patate, dolci, frutta...) varia il livello di glucosio nel sangue. A questo innalzamento corrisponde (se non in casi particolarissimi) un conseguente rilascio di insulina da parte del pancreas al fine di trasformare questo glucosio in glicogeno o grassi.
    L'indice glicemico è un parametro che indica la capacità di un alimento di innalzare il glucosio ematico; a partire da un alimento di riferimento (il glucosio, con valore 100) il nutrizionista David Jenkins, inventore di questa definizione, ha classificato tutti gli alimenti in termini percentuali.
  • D. Perché quando si corre tanto viene male ai muscoli?

    Il podismo è un'attività che per la sua natura sottopone gli arti inferiori a grandissime sollecitazioni. Oltre ciò il dolore che si avverte ai muscoli delle gambe dopo una seduta di allenamento intensa può avere diverse origini:
    - piccoli traumi muscolari dovuti all'impatto col terreno che si ripercuote sulle articolazioni e sulle masse muscolari;
    - catabolismo, quindi distruzione, di una parte delle fibre muscolari a causa dell'usura generata dall'attività fisica;
    - deposito di acido lattico nel muscolo, dovuto a sforzi ripetuti effettuati sopra la Soglia Anaerobica Ventilatoria.
    Nessuno di questi casi rappresenta normalmente uno stato patologico: in tutti e tre i casi, il riposo e un'opportuna alimentazione contribuiscono a risolvere lo stato di dolorabilità.

  • D. A cosa servono le vitamine nello sport?

    Le vitamine sono micronutrienti essenziali per l'uomo, vanno quindi introdotte nella dieta regolarmente visto che l'organismo non è in grado di produrle autonomamente. Ogni vitamina, o gruppo di vitamine, ha ruoli differenti nel metabolismo.
    L'attività sportiva aumenta il fabbisogno di questi importanti micronutrienti esponendo l'organismo a stress molteplici.
    La vitamina C, ad esempio, è un potente antiossidante e contribuisce a bilanciare lo stress ossidativo generato dall'esercizio; ancora come esempio, le vitamine del gruppo B contribuiscono, tra le varie funzioni, alla trasformazione dei carboidrati in glucosio, rendendoli così disponibili per la produzione di energia.

  • D. Cosa sono i Glucidi?

    Per glucidi o più impropriamente zuccheri si intendono normalmente i carboidrati semplici, come il glucosio, il fruttosio o il galattosio.
    Colloquialmente sotto il termine glucidi si includono però tutti i carboidrati, semplici e complessi.
  • D. Cosa sono i grassi?

    E' noto che i grassi (molecole formate da lunghe catene carbossiliche) hanno una funzione di riserva energetica, ma è importante sapere che sono anche costituenti delle membrane cellulari ed hanno funzione di protezione degli organi interni. L'alimentazione non può prescindere dalla presenza di grassi, neppure quando si desidera perdere grasso corporeo. Alcune vitamine sono veicolate proprio dai grassi (vedi vitamina E e vitamina A).
    Le caratteristiche di insaturazione, presenti nei grassi insaturi, abbondanti nell'olio d'oliva o nei grassi poli-insaturi (ad esempio gli Ω3 presenti nel grasso del pesce azzurro) possono aiutare a contenere i fenomeni infiammatori nell'organismo ed hanno anche un effetto antiradicalico. E' inoltre importante sapere che una dieta troppo povera di grassi, unita ad una attività fisica molto intensa, potrebbe generare scompensi ormonali, legati all'incapacità del nostro organismo di reperire i nutrienti fondamentali per produrre gli ormoni che regolano i processi vitali.

  • D. Cosa sono le proteine?

    Le proteine sono macromolecole contenenti azoto. La loro struttura è piuttosto complessa ma può essere affermato che le loro unità costituenti sono gli amminoacidi. Le proteine nel nostro organismo hanno funzioni diverse: dalla ricostruzione dei tessuti muscolari alla rigenerazione di tutti gli annessi cutanei e tendinei, dall'importantissima funzione di trasporto (emoglobina) a quella di difesa (immunoglobuline) e a quella energetica. Sono coinvolte le proteine anche negli ormoni e nei neurotrasmettitori.
    L'organismo umano ha necessità di proteine estremamente variabili a seconda dell'età: nell'infanzia e nell'adolescenza il fabbisogno proteico è più alto rispetto alla terza età. Inoltre, la tipologia e la quantità di attività fisica praticata determina una differente richiesta di proteine: gli sport di potenza hanno generalmente necessità di proteine superiori rispetto a quelli dove la componente aerobica è predominante.

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