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Interviste Sportive
Dr. Piero Benelli – Docente nella Facoltà di Scienze Motorie all’Università di Urbino.



Intervista del: 12/12/2006

Il Dr. Piero Benelli è medico sportivo e oltre alla docenza nella Facoltà di Scienze Motorie, è nello Staff Sanitario della Nazionale Italiana di Basket ed anche Responsabile Sanitario di Scavolini-Spar Basket.

Da oltre 20 anni il Dr. Benelli si occupa di sport in varie discipline, ha una esperienza enorme nella valutazione degli atleti e spesso rappresenta un riferimento, per professionalità e generosità, per colleghi più giovani e meno esperti. il Dr Piero Benelli ha avuto l’opportunità di lavorare con in migliori talenti italiani dal Nuoto al Basket, dal Motociclismo al Volley.

 

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Ciao Dr Benelli, da oltre venti anni segui il basket professionistico e sei stato un cardine della “vecchia” Scavolini. Ci racconti come è cominciato il tuo rapporto con questo sport?

 

Dr Benelli – Essendo di Pesaro, sono stato da sempre un appassionato di basket e tifoso della squadra pesarese; diventando medico sportivo e lavorando a Pesaro il passaggio è stato quasi “fisiologico”, anche se ricordo che quando la squadra mi chiamò nel 1988 la prima reazione fu di grande orgoglio ma anche di un po’ di emozione.

 

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Molte persone pensano che nel Basket il ruolo del medico si limiti ad assistere gli atleti quando si sono infortunati. Ci puoi aiutare a capire meglio il ruolo di alimentazione, integrazione e farmacologia?

 

Dr Benelli  - Il medico di squadra è anche il “medico di fiducia” del giocatore e della società, e quindi assiste gli atleti a 360 gradi (non dimentichiamo che la legge sul professionismo sportivo identifica il ruolo del medico sociale come quello del “responsabile della salute dell’atleta”). Con questi presupposti, è normale che si vadano ad affrontare, oltre alle problematiche traumatologiche, quelle relative ad una adeguata alimentazione, ad une eventuale integrazione quando utile o necessaria, all’utilizzo di farmaci in occasione di stati patologici più o meno gravi.

 

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Oggi la medicina dello sport ha fatto molti progressi e per valutare il livello di un atleta non è più sufficiente fare esami banali. Ci fai capire quali strumenti o tecniche si possono adottare per valutare un atleta in maniera completa?

 

Dr Benelli – Dipende da quali sono gli obiettivi della squadra e del giocatore e le finalità della valutazione: è chiaro comunque che gli esami della visita di idoneità agonistica, anche se ovviamente necessari e utilissimi per l’individuazione di determinati aspetti, non sono sufficienti nell’attuale gestione dell’atleta di medio-alto livello. Attualmente, ad esempio, effettuiamo periodicamente valutazioni funzionali specifiche, con strumentazioni adeguate, per verificare lo stato di efficienza specifica dell’atleta (ad esempio, quest’anno con la Scavolini abbiamo effettuato ad inizio stagione valutazioni piuttosto accurate quali la misurazione della composizione corporea (massa grassa/massa magra), la valutazione della forza specifica con optojump e pedana dinamometrica, la valutazione del massimo consumo di ossigeno e della lattacidemia durante prova da sforzo massimale: le informazioni acquisite sono risultate particolarmente utili per la programmazione del lavoro e alcuni di questi test verranno periodicamente ripetuti durante la stagione agonistica).

 

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Il medico dello sport si trova a dover gestire i migliori talenti in una o più discipline. Credi si possa distinguere un vero talento affidandosi agli strumenti che offre la medicina dello sport? Quale è il parametro più importante per un atleta che pratica basket?

 

Dr Benelli – Affidandosi a valutazioni come quelle descritte precedentemente, abbiamo più possibilità di individuare carenze o qualità particolari, e quindi discriminare l’atleta con particolari mezzi rispetto all’atleta “normale”; non dimentichiamo però che la prestazione sportiva è multifattoriale (al risultato finale contribuiscono diversi fattori: fisiologici, tecnici, psicologici, ambientali, etc.) e quindi non è sempre facile dire che l’atleta ha sicure capacità prestative sulla base di valutazioni singole. Nella pallacanestro, direi che alcuni fattori fisiologici (forza esplosiva ed esplosivo-elastica, resistenza a prove ripetute ad alta intensità, etc.) sono particolarmente importanti; i fattori tecnico-tattici però restano comunque preponderanti ai fini del risultato finale.

 

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Sei un professore universitario, abituato a semplificare e spiegare ai tuoi studenti. Spesso ci sentiamo chiedere dagli atleti: Cosa è il VO2max? A cosa serve? Quali informazioni ci da? Come si fa per migliorarlo? Che ruolo ha nel basket?

 

Dr Benelli – Il VO2max rappresenta il massimo consumo di ossigeno, che può essere identificato come la massima potenza aerobica dell’atleta, cioè la capacità di utilizzare i meccanismi energetici aerobici all’interno di prestazioni con una collocazione temporale prefissata, che può andare da qualche minuto a qualche decina di minuti; in pratica, la capacità di tollerare sforzi intensi per tempi elevati. E’ ovviamente una qualità fondamentale per gli atleti di resistenza, ma ha una certa importanza anche negli sport di squadra, ove costituisce uno dei presupposti per poter mantenere un’efficienza specifica durante tutto l’arco della partita.

 

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Come si riesce a valutare in maniera scientifica la condizione atletica e le eventuali debolezze strutturali di un atleta?

 

Dr Benelli – In parte con le metodiche descritte in precedenza, ed attraverso test specifici, in parte attraverso valutazioni clinico-diagnostiche (analisi ematologiche, esami radiologici, accertamenti specialistici); sono particolarmente utili anche valutazioni posturali e chinesiologiche, oltre agli esami strumentali, per individuare eventuali carenze, squilibri, etc.

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Il basket è uno sport tecnico e molto veloce, dove è abbastanza facile infortunarsi. Ritieni sia adatto per dei ragazzi che vogliono avvicinarsi allo sport? Ritieni ci sia un’età giusta per iniziare a praticare il basket?

 

Dr Benelli – Certamente è uno sport adatto, stimola le capacità coordinative, è divertente, sollecita i vari distretti corporei: è chiaro però che deve essere proposto in maniera adeguata, con carichi di lavoro corretti che rispettino la crescita e tengano conto delle caratteristiche individuali. In una recente pubblicazione scientifica internazionale si evidenzia come il basket sia, dal punto di vista traumatologico, uno degli sport più “a rischio”: secondo me gli operatori del settore devono ripensare in qualche modo alle proposte di allenamento in età evolutiva, non solo per intervenire rispettando lo sviluppo fisiologico dei soggetti, ma anche per permettere loro di esprimere al momento giusto le loro potenzialità (non si tratta quindi di essere più o meno “buoni” ma di avere buon senso e crescere atleti più efficienti e con carriere più lunghe, invece di atleti acciaccati e con minor durata di militanza sportiva).

 

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Che ruolo ha l’alimentazione e l’integrazione nel rendimento e nelle prestazioni di un atleta?

 

Dr Benelli – Sicuramente molto importante, costituiscono uno dei fattori che contribuiscono al risultato finale; anche qui le indicazioni dietetiche e gli eventuali interventi integrativi vanno comunque individualizzati al soggetto, alla situazione, alle reali necessità

 

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Come hai conosciuto EthicSport? Cosa pensi di questa linea di integrazione e degli integratori in generale?

 

Dr Benelli – Ho conosciuto EthicSport qualche anno fa, ed ho avuto modo di apprezzarla anche sul campo, nell’esperienza fatta nel 2004 durante i Campionati Mondiali Master di Nuoto a Riccione. In quella occasione ero presente come responsabile dell’assistenza sanitaria e di un progetto di ricerca dell’Università di Urbino. Aldilà delle considerazioni personali, mi ha colpito lo sforzo per cercare di soddisfare le esigenze dell’atleta a vari livelli e per i diversi tipi di sport, e la serietà e il rigore con cui questa ricerca viene portata avanti.

 

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Cosa vorresti fare da grande? Ci racconti un tuo sogno o un tuo progetto?

 

Dr Benelli – Dopo tanti anni di attività prevalentemente “sul campo” (tra l’altro, prima di medico sportivo sono stato atleta di buon livello e tecnico di nuoto, per cui ho vissuto l’esperienza sportiva a 360 gradi), mi piacerebbe poter dedicare più tempo allo studio ed alla ricerca nella scienza dello sport (senza ovviamente abbandonare del tutto l’attività pratica), ma non è così semplice….

 

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Attraverso le parole del Dr Piero Benelli abbiamo compreso qualcosa in più del mondo del basket. Abbiamo anche capito che per valutare un atleta ci si può avvalere di strumenti molto sofisticati. Ringrazio il Dr. Benelli per averci dedicato il suo tempo, è grazie a persone come Lui che lo sport italiano si distingue nel mondo.

 

 

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 Intervista a cura di Franco Donati

 

 




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