Grand Raid du Mercantour 2007. Il mio primo raid parte alle ore 04:00 di una splendida giornata di giugno sulle montagne del Parco del Mercantour in Francia. Le ore precedenti le ho passate in un continuo dormiveglia "comodamente" sdraiato... in macchina! La sveglia (02:30) è stata una liberazione!!! La partenza è tranquilla, ci aspettano 106 km con più di 6600 mt di dislivello positivo, ed è uno spettacolo vedere davanti a me il serpentone di frontali che più o meno velocemente si incammina sulla montagna. Alle prime luci dell\'alba siamo al primo ristoro... la sosta è molto breve perchè c'è un vento freddo e teso. Ben presto allungo il passo distanziandomi così dal mio socio "Slowrun"; correrò così tutta la gara in solitaria! Il giorno passa su e giù dalle montagne di questo splendido e selvaggio parco nazionale. Non mancano di certo i momenti di sconforto come, ad esempio, al 50° km dove, complice un pò di stanchezza, mi storto la caviglia destra... quasi quasi mi ritiro. Stringo i denti e vado avanti mentre la luce si fa sempre più fioca fino a lasciare il posto all'oscurità della notte. Indosso la frontale e via per l'ennesima salita. Per quanto possibile cerco un pò di compagnia ma la differenza di ritmo non sempre lo consente. Arrivo all\'ultimo ristoro verso le 23:30... è bello stare dentro al caldo, sedersi su una sedia e bere un pò di the caldo. Non mi trattengo più di tanto perchè so che più mi fermo più vorrei fermarmi. L'oscurità è totale e spesso faccio fatica a distinguere i segnavia che, onestamente, sono parecchio distanziati l'uno dall?altro. Mi ritrovo, solo, su un colle erboso, completamente buio... la mia lampada frontale può poco contro questa oscurità... credo di scorgere il segnavia e mi incammino in quella direzione. Il primo pezzo, in leggera discesa, mi induce a forzare il ritmo... mi accorgo però che sono capitato su una crestina... alla mia sinistra scorgo il vuoto più totale... Mi fermo e riguadagno, alla mia destra, il colle erboso. Ecco di nuovo il segnavia... mi avvicino e mi accorgo che non era il segnavia ma gli occhi sbarrati di uno stambecco!! Resto pietrificato da questa visione... lo stesso lo stambecco che sbuffa dalla narici come una locomotiva sotto pressione. Poco oltre scorgo altri stambecchi che, fortunatamente si fanno gli affari loro. Ma questo? Questo continua a fissarmi e sbuffare... ed io sono ancora lì immobile. Mi riprendo un attimo e comincio ad indietreggiare piano piano. Guadagnata una certa distanza mi giro e comincio a correre con un vigore che avevo dimenticato da tempo. Fortunatamente scorso il segnavia appeso al ramo di un albero... lo raggiungo e riprendo fiato. Il percorso è ancora lungo... altre discese, altre salite che sembrano non finire mai. Ad un certo punto scorgo il paese, St Martin Vesubié, che resta ancora per parecchio un lontano miraggio... ma scorgo che sono arrivato questione di poco! Un ultimo sforzo e dopo circa 22h e 30m taglio emozionato il traguardo!