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Interviste Sportive
Gian Paolo Mondini – Dirigente e Direttore Sportivo settore MTB, ex prof. ciclismo su strada, laureando in psicologia



Intervista del: 02/03/2007

Oggi Gian Paolo Mondini studia psicologia all’Università di Bologna ed è Dirigente e Direttore Sportivo nel reparto MTB. Gian Paolo nel 2006 è stato il CT di KTM International Team e curava la squadra capitanata da Yader Zoli e con al fianco Andrea Tiberi. Gian Paolo è un ex professionista, correva ai tempi del compianto Pantani ed ha una esperienza nel settore ciclo che in pochi oggi possono vantare.

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Ciao Gian Paolo, come è cominciato il tuo rapporto con lo sport e come sei diventato professionista?

Gian Paolo: Ho cominciato a praticare sport da piccolissimo, perché i miei genitori avevano l’esigenza di tenere impegnato un bambino iperattivo come tanti. Così mi sono trovato a passare dal nuoto, alla corsa a piedi…dal tennis al calcio e, finalmente, a 14 anni ho provato la bici e mi sono innamorato. Comunque tutti questi sport mi hanno sicuramente formato fisicamente.

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La tua esperienza da professionista ti ha portato vicino a grandi nomi del ciclismo Italiano. Ci racconti qualcosa di questa avventura. Hai un aneddoto che possa essere interessante per chi legge? 

Gian Paolo: In otto anni da professionista ho conosciuto molti campioni, ma quelli più significativi sono stati: Pantani, Cipollini, Armstrong e Di Luca. Con questi ho avuto rapporti diretti e il mio ruolo in squadra non era di semplice gregario, ma anche di collegamento tra i miei compagni e il direttore sportivo. Ognuno di questi atleti riusciva comunque ad esprimere una forte personalità che aiutava tutta la squadra a lavorare per loro.

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Il CT di un team vincente come KTM si trova a dover gestire persone con le loro ansie e le loro paure. Come ti aiuta la tua esperienza di professionista e come ti aiutano i tuoi studi?

Gian Paolo: Fondamentalmente ho scelto gli studi in psicologia, perché volevo dare senso a tutta l’esperienza pratica che ho accumulato in tanti anni di sport e ora che sono all’ultimo anno di università, mi sento di aver fatto la scelta giusta e di essere cresciuto sia dal punto di vista culturale che umano.

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Oggi la psicologia dello sport è una disciplina che viene poco applicata Quale è il tuo pensiero in merito?

Ci fai intuire quali tecniche si possono adottare per motivare un atleta?

Gian Paolo: Ovviamente sono a favore dell’inserimento di psicologi all’interno di squadre sportive. Ormai tutte le più importanti imprese, hanno capito l’importanza degli aspetti psicologici in tutto il percorso lavorativo: il reclutamento, l’inserimento, gli obiettivi, le strategie, il lavoro di gruppo, ecc… Una squadra sportiva possiede meccanismi molto simili, dove, però, l’aspetto individuale del leader detiene un ruolo centrale.

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Tempo fa, durante un colloquio con te, ricordo di essere rimasto colpito dal tuo “occhio clinico” osservando un atleta. Ci aiuti a capire quali parametri utilizzi per capire se hai di fronte un brocco o un talento?

Gian Paolo: Non è affatto facile e ammetto di aver più volte sbagliato giudizio. Oggi l’atleta presenta problemi diversi da quelli di 15/20 anni fa. La necessità per un giovane atleta, ad esempio, di non sentirsi diverso dai suoi coetanei lo spinge a porre una grossa importanza a frequentare luoghi come le discoteche e i sacrifici che lo sport impone, fa nascere conflitti e sensi di colpa che sicuramente lasciano effetti ancora più negativi. In pratica, sostengo che la vita privata sia quella che determina l’equilibrio e la durata dei successi di un atleta. D’altra parte oggi, un giovane di talento viene esaltato e sovraccaricato di aspettative, e non essendo ancora maturo, il ragazzo fatica a riconoscere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato…ciò che è importante e ciò che fatuo…

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Ritieni che ci sia un’età giusta per iniziare a fare ciclismo? 

Gian Paolo: No! Credo piuttosto che sia importante la dimensione del gioco all’interno di ogni attività sportiva, che purtroppo tende ad essere sostituita dalla bramosia di risultato ad ogni costo (e ciò può portare a scelte anche “contro salute”).

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Da esperto di sport e da “quasi psicologo”, quali consigli in pillole ti senti di dare ad un ragazzo che vuole fare sul serio?

Gian Paolo: Lo sport è fatto di molte componenti. Tra le più importanti e fondamentali (purtroppo sempre più dimenticate) ci sono:

- la passione (per lo sport praticato)

- la salute (sempre in primo piano)

- il divertimento e/o lo svago

- il miglioramento psico-fisico

- la socializzazione (sentirsi più vicini agli altri).

L’agonismo dovrebbe avere un ruolo più contenuto e comunque regolamentato da obiettivi realmente perseguibili.

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Che ruolo ha per te l’alimentazione e l’integrazione nel rendimento e nelle prestazioni di un atleta?

Gian Paolo: Alimentazione e integrazione sono a sostegno dei punti fondamentali di cui parlavo prima e in particolare: la salute e il miglioramento psico-fisico.

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Come hai conosciuto EthicSport? Cosa pensi di questa linea di integrazione e degli integratori in generale?

Gian Paolo: L’integrazione e l’alimentazione sono notevolmente progrediti negli ultimi dieci anni. Ho provato EthicSport e l’ho apprezzata, perché si basa su ricerche scientifiche all’avanguardia, ma che hanno la base fondamentale di salvaguardia della salute (1).

Inoltre propone varie soluzioni a seconda di che tipo di attività sportiva si svolga e ciò aiuta notevolmente i non esperti a scegliere il prodotto più adatto.

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Cosa vorresti fare da grande? Ci racconti un tuo sogno o un tuo progetto?

Gian Paolo: Mi piacerebbe mettere a disposizione la mia esperienza e i miei studi a chiunque si senta vicino ai valori che lo sport rispecchia. Vorrei aiutare quelle persone che grazie allo sport riescono a vivere in maniera più equilibrata, sana e soddisfacente.

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Gian Paolo Mondini ci ha fatto vedere il ciclismo con altri occhi e ci ha permesso di comprendere meglio le dinamiche psicologiche che appartengono all’atleta. Oltre alla sua grande esperienza abbiamo apprezzato la schiettezza delle risposte e con lui abbiamo conosciuto un professionista che crede fortemente nello sport e cerca di farlo vivere in maniera positiva ai suoi atleti. Grazie per averci dedicato il tuo tempo.

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 Intervista a cura di Franco Donati




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