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Lancio del giavellotto
Il lancio del giavellotto è una disciplina dell'atletica leggera in cui si deve scagliare una lancia (detta appunto giavellotto) il più lontano possibile. Il giavellotto è un attrezzo metallico o di fibra di vetro dal peso di 600g per le donne e gli 800g per gli uomini; la forma e il bilanciamento degli attrezzi di oggi permettono di massimizzarne il tempo di volo e quindi di effettuare prestazioni migliori, a parità di tecnica e di forza, rispetto a diversi anni fa. 
A differenza di altri lanci o del getto del peso, il lancio del giavellotto viene eseguito da una pedana lunga 30-36m e larga 4 sulla quale è possibile eseguire una rincorsa, quindi scagliare l'attrezzo. Affinché il lancio sia valido è necessario che l'atleta non superi il limite della pedana di lancio, che il giavellotto cada all'interno delle linee delimitanti l'area di caduta e che la prima parte che tocca il terreno sia la punta. 
Come in tutte le gare di lancio o di getto, anche in questa disciplina le gare si svolgono scegliendo il miglior lancio di ogni atleta tra quelli validi effettuati; vince chi ha raggiunto col giavellotto la distanza maggiore. 
La pratica del lancio del giavellotto è antichissima, se ne trovano testimonianze fin nell'antica cultura ellenica. Le gare di questa specialità, però, vertevano anticamente sulla precisione del lancio piuttosto che sulla mera gittata.
Il lanciatore del giavellotto è un atleta che deve avere doti di potenza, velocità ed esplosività; solo così potrà massimizzare la spinta della rincorsa con una potente gittata del braccio. E' quindi un atleta chiamato a padroneggiare ottimamente la tecnica di lancio e a sviluppare la massima potenza senza limitare la velocità degli arti. Per questo gli allenamenti dei giavellottisti alternano sedute di aumento della potenza con sessioni volte a massimizzare l'agilità.

Il giavellottista, come tutti i lanciatori, compie uno sforzo “puro”; il meccanismo energetico coinvolto in questa specialità è quello cosiddetto “anaerobico alattacido”: questo significa che il corpo, in uno sforzo così breve, utilizza principalmente come fonte energetica la fosfocreatina presente nel muscolo.

Le strategie nutrizionali per il giavellottista sono volte al mantenimento della massa muscolare, con una dieta ricca di proteine ad alto valore biologico; in taluni periodi della stagione, in cui il carico sia estremamente intenso, può essere opportuno integrare la dieta con supplementi proteici quali integratori di amminoacidi ramificati, di amminoacidi essenziali e anche l'integrazione di creatina monoidrato, se condotta nei periodi giusti, può aiutare ad aumentare i livelli di creatina-fosfato nel muscolo e mantenere un'intensità di allenamento elevata.