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Interviste Sportive
Ilaria Bonin - un viaggio dove il mare č davvero blu!



Intervista del: 11/10/2011

Oggi siamo con Ilaria Bonin, campionessa di Apena.

Ciao Ilaria e benvenuta!

IB: Ciao a tutti.


ES: La tua è stata una stagione trionfale, fatta di titoli e di record, il miglior biglietto da visita per una atleta. Ci riassumi i risultati più rilevanti del 2011 e quelli della tua carriera?

IB: E' stata una stagione davvero intensa e ricca di soddisfazioni. Partendo dal più recente e andando all’indietro... Titolo Italiano Mondiale con record del Mondo di Apnea Dinamica con attrezzi, Titolo Mondiale apnea Jump Blue con nuovo record del mondo, Titolo Italiano e Record italiano di apnea statica, apnea dinamica senza attrezzi. Se ci aggiungo quelli del 2010 mi rendo conto di quanto è lunga questa lista!


ES: Purtroppo la tua meravigliosa disciplina sportiva non è frequentata dal grande pubblico. Spiegaci meglio di cosa si tratta:

IB: Hai ragione, l’apnea è uno sport silenzioso e invisibile, perchè tutto si svolge sotto la superficie dell’acqua. Esistono diverse discipline che si dividono in 2 grandi categorie: quelle indoor, che si svolgono in piscina e quelle outdoor che si svolgono al mare. Delle discipline indoor fa parte l’apnea statica, dove l’atleta si immerge e resta fermo il più a lungo possibile, galleggiando rilassato sulla superficie dell’acqua con il viso immerso. Sempre indoor è l’apnea dinamica consiste nel fare più metri possibile muovendosi sott’acqua con tutto il corpo immerso con le pinne o la monopinna (apnea dinamica con attrezzi) o a rana (apnea dinamica senza attrezzi). Le discipline outdoor comprendono il Jump Blue e le specialità della profondità. Per il Jump Blue bisogna immaginare un quadrato costituito da funi di 15 metri di lato, immerso a 10 metri di profondità. L’atleta scende per 10 metri e inizia a percorrere i lati del quadrato seguendo le funi guida. Quando decide di interrompere la prestazione, appone un testimone sulla fune e risale in superficie.

Ora arriviamo a quelle che, a mio parere, sono le discipline più belle e più vere dell’apnea. I nomi sono tutti composti dalla parola “assetto”, che potrebbe essere tradotto con “peso”:

-assetto costante: l’atleta scende lungo un cavo guida e risale con le sue forze senza modificare il peso che indossa. Può essere fatto con le pinne, la monopinna, a rana e tirandosi a braccia.

-assetto variabile: l’atleta scende con una zavorra massima di 30 kg e risale con le sue forze tirandosi a braccia lungo il cavo.

-assetto variabile no limits: l’atleta può utlizzare una zavorra illimitata per scendere e risale con l’aiuto di un pallone gonfiabile. Attualmente la profondità massima raggiunta è di 214 mt!


ES: Almeno una volta nella vita, tutti noi ci siamo immersi trattenendo il respiro e godendo della meravigliosa emozione che da l'immersione, ma lo stress fisico nella tua disciplina è molto maggiore di quanto un osservatore inesperto potrebbe pensare. Come ci si allena per prepararsi alle competizioni?

IB: l’allenamento è molto duro e a 360 gradi! Se in competizione posso dimostrare massima serenità e rilassamento è perché sono consapevole di aver lavorato molto duramente nei mesi precedenti. Come in tutti gli sport anche con l’apnea si inizia da una preparazione globale per poi diventare sempre più specifica verso il periodo delle competizioni. In generale posso dire che la mia preparazione si compone di 4 sessioni di palestra a settimana, 3 di nuoto, 3 di apnea dinamica e tecnica, 1-2 di apnea statica e 2 di allenamento mentale. Poi, quotidianamente eseguo degli esercizi di respirazione e stretching.


ES: E' lecito credere che la respirazione giochi un ruolo fondamentale nel tuo allenamento. Come si può “allenare” la tua capacità respiratoria?

IB: Ne sono assolutamente convinta! Per me è stata la grande conquista di quest’anno. Fino allo scorso anno ho respirato come ho sempre fatto senza particolari accorgimenti, da dicembre 2010 in poi ho iniziato a praticare quotidianamente degli esercizi di respirazione per la sensibilità, la mobilità e l’elasticizzazione e ho aumentato la capacità polmonare, di conseguenza anche la performance. Gli esercizi che eseguo sono ripresi dalle tecniche yoga e richiedono molta costanza e sensibilità nell’applicazione.


ES: Il tuo è uno sport dove necessariamente corpo, spirito e mente si incontrano e si armonizzano. Cosa ti ha indotto a dedicarti con tale passione a questa disciplina?

IB: L’inizio è stato per sfida con me stessa. Ho giocato a pallanuoto per 15 anni e la piscina era il mio mondo, ma al mare mi allontanavo da riva solo con mio papà al fianco. Così ho deciso di provare con un corso di apnea per vincere la paura del “blu” e ho scoperto un modo completamente diverso di vivere l’acqua. Fare apnea non è solo trattenere il fiato, è uno “stile di vita”:  essere in ascolto di se, del proprio corpo, delle proprie emozioni. Prendersi del tempo, darsi dei ritmi, degli obiettivi. Un modo che mi ha stregato e che ho imparato a portarmi anche fuori dall’acqua, nella vita di tutti i giorni.


ES: Chi è Ilaria Bonin, lontana dalla vasca?

IB: Sono una pedagogista ed educatrice. Lavoro nel campo della disabilità e in particolare nel settore scolastico, dove seguo bambini diversamente abili come insegnante di sostegno. 

L’acqua mi piace così tanto che al pomeriggio, finiti i miei allenamenti, resto in piscina a giocare con i bambini per insegnare loro a nuotare.


ES: Prima di salutarci,una domanda di rito: i prossimi obiettivi della tua stagione?

IB: Con Mike Maric, il mio allenatore, e il resto del team stiamo ancora definendo i dettagli del programma, ma l’idea è quella di abbandonare le piastrelle e la piscina per andare verso il mare. L’anno prossimo sarà dedicato alla profondità! 


Grazie Ilaria per averci portato nel meraviglioso mondo dell'Apnea!

A lei il nostro in bocca al lupo per una carriera sempre più ricca di successi e di record!


Intervista a cura di Massimiliano di Montigny




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