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mercoledì, dicembre 20, 2006

FREDDO E CALO DI RENDIMENTO: il ruolo di una corretta alimentazione.

L'atleta di un certo livello sa bene che, se vorrà ottenere risultati importanti o quantomeno soddisfacenti, non dovrà tralasciare la preparazione invernale.
L'inverno "atletico" è caratterizzato anche da sedute di training in palestra, con l'obiettivo di incrementare la forza ed anche la condizione atletica generale. Per una preparazione completa la palestra non è però sufficiente e dovrà essere intervallata anche da sessioni di allenamento outdoor.
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Freddo: mettere a punto la carburazione

Molti di voi avranno sperimentato un curioso fenomeno: quando arrivano i primi freddi il nostro organismo, nelle sessioni outdoor, sembra proprio che fatichi a seguire quelli che sono i nostri propositi.
Quando il nostro corpo è esposto ai primi freddi più intensi è come se dovesse adattare la propria "carburazione", ed il risultato finale è che si stanca più rapidamente, ed in taluni casi rende anche meno.
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Cosa succede?
In pratica il freddo incrementa l'utilizzo dei carboidrati, ovvero incide significativamente sul metabolismo del glicogeno muscolare. Il risultato globale è che si ottiene così una riduzione dei depositi di glicogeno nel muscolo e ciò comporta un'insorgenza precoce del senso di fatica.
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Quale è il motivo?
La risposta è complessa, ma possiamo semplificarla analizzando tre parametri fondamentali che incidono in questo quadro.
1. I primi freddi portano ad un riassestamento dello status ormonale e ciò comporta un incremento della glicogenolisi muscolare.
2. I nostri muscoli, quando sono esposti al freddo, vanno incontro ad una ridotta capacità ossidativa, con conseguente minor efficienza nell'utilizzo dei lipidi di riserva, ciò comporta necessariamente un aumento dell'utilizzo delle scorte di glicogeno.
3. Infine, ma non meno importante, c'è la termogenesi, ovvero un extra-consumo calorico dovuto alla necessità del corpo di mantenere costante la propria temperatura. Quando fuori è molto freddo questo terzo fattore incide sensibilmente.
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Questo quadro è già piuttosto complicato, ma esistono fattori che possono contribuire a renderlo ancora più complesso. Se ad esempio l'equipaggiamento non è idoneo, aumenta la termogenesi (il dispendio energetico) e ciò contribuisce ad un più rapido calo del rendimento.
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L'ottimizzazione della dieta
Anche lo stato nutrizionale deve essere ottimizzato ed ovviamente gioca un ruolo fondamentale sia l'alimentazione sia l'integrazione.
La dieta tipo dell'atleta è generalmente a prevalenza di carboidrati, perché questo è il carburante di elezione, ovvero quello più utilizzato ed a più elevato rendimento.
Se la dieta non segue queste indicazioni, è più veloce l'esaurimento muscolare.
Anche l'integrazione con miscele glucidiche specifiche, appositamente studiate per gli atleti, può contribuire a contrastare il calo di rendimento.
Esistono preparati specifici da assumere prima dell'allenamento o della gara che permettono proprio una ottimizzazione dello stato nutrizionale ed un miglior rendimento dell'organismo, in relazione alla personale condizione atletica.
Inoltre, una assunzione frazionata nel tempo di bevande tecniche reidratanti ed energetiche, possibilmente ipotoniche, permette di contrastare l'insorgenza del calo di rendimento durante l'allenamento.
Per massimizzare l'utilizzo di questi preparati, è opportuno assumerne piccole aliquote in maniera costante, ciò permette di ottimizzare l'assimilazione.
In conclusione, il nostro organismo è un "motore" molto sofisticato e capace di utilizzare "carburanti" differenti, ma ricordate che il rendimento generale dipende da molti fattori, e se si sbaglia la gestione anche di uno solo, è facile incorrere in cali di prestazione.
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a cura di Dr. Franco Donati con la collaborazione dello staff di Ricerca e Sviluppo EthicSport
Integrazione Professionale per lo Sport (
www.ethicsport.it)

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