Gli integratori alimentari, come dice la parola stessa, sono delle associazioni mirate di nutrienti che “integrano” la dieta. Sono prodotti alimentari che apportano macronutrienti energetici (cioè carboidrati, proteine e grassi) o micronutrienti come vitamine e sali minerali. Nello sportivo sono importanti complementi per ottimizzare il rendimento nelle gare o negli allenamenti, a patto però che allenamento, riposo, alimentazione siano sempre ben curati.
La prima cosa non esclude la seconda. Recupero è un prodotto con una composizione molto complessa, la sua formula è volta allo smaltimento dei cataboliti da esercizio ed a porre le basi per la rigenerazione muscolare.
Ramtech rappresenta un nutrimento specifico per il muscolo, fornendo i "mattoni" con cui l’organismo effettua la rigenerazione muscolare. I due prodotti, in casi di allenamenti molto intensi, possono essere assunti anche insieme, visto che hanno un effetto sinergico.
Pur non essendoci un'età "giusta" per cominciare a fare sport (molto, infatti, dipende dalla propensione del bambino), mediamente dai 4 anni in su si possono iniziare pressoché tutte le attività sportive individuali o di squadra, sotto forma di gioco.
Il Medico dello Sport è un laureato in Medicina che ha conseguito una specializzazione in Medicina dello Sport. E' quindi la figura più qualificata a trattare tutte le problematiche dello sportivo.
A dispetto di quanto molti atleti pensano, non esiste una “colazione perfetta”! Una buona colazione per lo sportivo deve essere energetica, facilmente digeribile e gradita all'atleta. All'interno di questi "paletti", sono possibili tantissime soluzioni. È fondamentale scegliere sempre alimenti di buona qualità, non restringere la scelta a poche proposte alimentari ed evitare di esagerare per paura di mangiare troppo poco.Le vitamine sono micronutrienti essenziali per l'uomo, vanno quindi introdotte nella dieta regolarmente visto che l'organismo non è in grado di produrle autonomamente. Ogni vitamina, o gruppo di vitamine, ha ruoli differenti nel metabolismo.
L'attività sportiva aumenta il fabbisogno di questi importanti micronutrienti esponendo l'organismo a stress molteplici.
La vitamina C, ad esempio, è un potente antiossidante e contribuisce a bilanciare lo stress ossidativo generato dall'esercizio; ancora come esempio, le vitamine del gruppo B contribuiscono, tra le varie funzioni, alla trasformazione dei carboidrati in glucosio, rendendoli così disponibili per la produzione di energia.
Certamente sì! Le noci, le mandorle e tutti la frutta secca ed oleosa ha un ottimo quantitativo di grassi "poli-insaturi", ovvero in grado di combattere molte tipologie di radicali liberi, spesso responsabili dell'alto stato di infiammazione generale dello sportivo. Il buon contenuto calorico, inoltre, le rende indicate anche per tutte quelle attività sportive di ultra endurance (trail, ultramaratone...) da effettuare in autonomia in cui è indispensabile portare con sé alimenti che possano trasferire molta energia.
Attenzione però: esagerare con questi alimenti senza effettuare molta attività fisica potrebbe portare ad accumulare un eccesso di grasso corporeo.
Le esigenze alimentari di un atleta, e quindi anche la natura della sua colazione, dipendono da tanti fattori, non ultimo dalla disciplina sportiva praticata. Generalmente, tuttavia, non è consigliato cambiare drasticamente le proprie abitudini proprio il giorno della gara. Molti atleti che effettuano discipline di endurance (maratona, ciclismo...) sono soliti mangiare a colazione, il giorno di gara, un quantitativo triplo (o talvolta quadruplo) di alimenti rispetto al solito; questa abitudine potrebbe risultare mal tollerata dall'organismo, abituato a gestire in quella fase della giornata altri tipi e quantitativi di alimenti.
Chi svolge attività sportiva in maniera intensa e continuativa richiede all’organismo un trasporto di ossigeno maggiore della persona sedentaria e quindi tende a “consumare” maggiormente emoglobina e mioglobina. Per la rigenerazione di queste due molecole il nostro corpo ha bisogno di ferro, elemento che troviamo negli alimenti.
Purtroppo, non vi è una regola univoca per determinare quante ore o quanta intensità dell'allenamento possa portare a uno stato di debilitazione (l'overtraining) e quindi risultare non allenante o addirittura dannosa per un soggetto, visto che i parametri in gioco sono tantissimi, dipendono strettamente dalle caratteristiche personali dell'atleta e dal suo grado di allenamento. E' comunque certo che per ogni sportivo esiste un "limite" che, se viene superato, porta rapidamente a un calo della condizione atletica e a un peggioramento drastico della capacità prestativa. Talvolta, inoltre, la voglia dell'atleta stesso di migliorarsi e di "bruciare le tappe" della preparazione non permette una sufficiente lucidità per valutare oggettivamente il proprio stato di forma: ecco perché è sempre importante, soprattutto in chi svolge attività agonistica regolarmente, seguire le indicazioni di un allenatore qualificato in grado di fornire indicazioni personalizzate, volte alla crescita o al mantenimento della condizione, al riparo dal rischio del sovrallenamento.
Il microcircolo è la parte dell'apparato cardiovascolare che è formato dai capillari, piccoli vasi sanguigni che trasportano ossigeno e nutrienti alla periferia dell'organismo, ovvero anche agli arti che sono coinvolti nello sforzo fisico (gambe, braccia... ma anche ai muscoli in generale).
Negli atleti che hanno sempre avuto un'alimentazione non equilibrata e irregolare, magari farcita di molti "cibi spazzatura" è facile che si radichi la convinzione che "ormai il mio corpo è abituato così... non si può fare più nulla!"
La sensazione di sete post allenamento è assolutamente normale, il fisico richiede i liquidi persi durante l'attività. Diverso è se la sensazione di sete è molto forte e fatica placarsi. In questi casi è probabile che l'alimentazione che precede l'allenamento non sia stata ben bilanciata ed inoltre è anche possibile che l'idratazione durante lo svolgimento dell'attività non sia stata ottimale. Il suggerimento è di introdurre nella dieta una maggiore quantità di frutta e verdura, che naturalmente apporta liquidi, zuccheri e minerali. Durante lo svolgimento dell'allenamento è invece opportuno bere liquidi con cadenza regolare. Per le uscite un po' più lunghe, e nella stagione un po' più calda è importante mettere sempre in borraccia bevande ipotoniche, così da permettere una rapida idratazione e la restituzione di sali minerali e zuccheri.
Quando si perde peso il metabolismo rallenta perché il corpo trasporta meno peso, quindi compie meno lavoro e di conseguenza consuma meno calorie.