MARCIA
La marcia viene da molti erroneamente considerata come una specialità della corsa. In realtà la corsa e la marcia sono due cose ben distinte: nella corsa vi è un tempo di volo tra un passo e l'altro mentre nella marcia questo, per regolamento non deve avvenire; inoltre l'appoggio del piede della gamba anteriore deve avvenire col ginocchio teso. Per garantire la correttezza nella tecnica degli atleti vi è una commissione federale che ha il compito di valutare il passo degli atleti e ha la facoltà di rilevare infrazioni. Un atleta può ricevere nel corso di una gara due richiami, dopo i quali viene squalificato.
Le gare di marcia si disputano nei giochi olimpici e nei campionati del mondo generalmente su strada e su due distanze, 20 e 50 km. In altri importanti meeting di atletica si svolgono gare anche di 5km (indoor), 10km e 15km.
In Italia la marcia è molto praticata e negli anni diversi atleti hanno raggiunto posizioni di prestigio nel panorama internazionale: tra questi ricordiamo nel recente passato Maurizio Damilano (oro alle Olimpiadi di Mosca 1980 nella 20km e due titoli mondiali al suo attivo nella stessa specialità) e, attualmente, Marco Giungi (vincitore dell'otto nazioni del '98 e argento ai mondiali militari dell'anno seguente) e Ivano Brugnetti (campione ai mondiali di Siviglia del 1999 nella 50km e oro nella 20km alle olimpiadi del 2004 ad Atene).
La preparazione della marcia necessita un'ottima padronanza della tecnica e una preparazione aerobica crescente a seconda della distanza. Essendo di per sé la pratica della marcia molto faticosa è importante valutare l'indice di resistenza di ogni atleta per capire la distanza ottimale da percorrere per ogni atleta.
Il marciatore compie sforzi aerobici per un tempo estremamente lungo, per cui la sua alimentazione dovrebbe comprendere una larga parte di carboidrati per ritardare il più possibile l'insorgenza del calo glucidico. In prestazioni di lunga durata il metabolismo dei glucidi può garantire la copertura energetica per un lasso di tempo non sufficiente per portarla a termine. Anche un carico di carboidrati in prossimità della gara riesce a garantire un accumulo di energia non superiore alle 2000 kcal; un'oculata integrazione può ritardare questo momento ma se la gara richiede un impegno energetico alto come la 20km o la 50km di marcia, il corpo umano è destinato a recuperare energie dai lipidi (i grassi) mediante un metabolismo energetico differente. Questo comporta un assestamento da parte dell'organismo avvertito come una sensazione di fatica improvvisa... Quella sensazione che chi ha compiuto queste gare conosce perfettamente come crisi! Per questo motivo in una disciplina tanto dura e severa un atleta non può trascurare, oltre agli allenamenti, un'oculata alimentazione e reintegrazione per massimizzare il suo rendimento. In particolare è necessario prevedere una opportuna integrazione pre-gara a base di carboidrati sequenziali e amminoacidi glucogenici e reidratarsi con acqua e integratori ipotonici durante gli allenamenti, specialmente in stagioni calde: non bere è uno dei danni più grandi che si possono fare alla propria prestazione e, soprattutto, al proprio corpo. Durante la preparazione atletica, quando il carico di chilometri è particolarmente alto è utile supplementare un'opportuna aliquota di amminoacidi a catena ramificata per contrastare il catabolismo delle masse muscolari.
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