Entrambe le tipologie di prodotto sono utili in programmi di allenamento volti allo sviluppo della forza, e rappresentano un valido aiuto per la rigenerazione muscolare. La loro assunzione, ad integrazione dell'alimentazione tradizionale, può essere consigliata per fornire un maggior intake di proteine a chi ha maggior consumo di questi nutrienti.
nismo; d'altra parte gli amminoacidi ramificati sono nutrienti specifici per la ricostruzione muscolare che non affaticano il fegato.In generale, quando si vuole fornire un apporto "globale" alla dieta, nei periodi in cui si lavora la forza o la potenza (in palestra o con allenamenti specifici), le proteine sono più indicate; quando invece si vuole ottimizzare i recuperi in periodi di alto carico atletico, fornendo specificamente i "mattoni" con cui è costituito il tessuto muscolare, allora sono più indicati i BCAA.
Se con allenamento in quota si intende un periodo di lavoro effettuato in modo costante ad una altitudine di 2000 metri, allora la risposta è SI.
La prima cosa non esclude la seconda. Recupero è un prodotto con una composizione molto complessa, la sua formula è volta allo smaltimento dei cataboliti da esercizio ed a porre le basi per la rigenerazione muscolare.
Ramtech rappresenta un nutrimento specifico per il muscolo, fornendo i "mattoni" con cui l’organismo effettua la rigenerazione muscolare. I due prodotti, in casi di allenamenti molto intensi, possono essere assunti anche insieme, visto che hanno un effetto sinergico.
Pur non essendoci un'età "giusta" per cominciare a fare sport (molto, infatti, dipende dalla propensione del bambino), mediamente dai 4 anni in su si possono iniziare pressoché tutte le attività sportive individuali o di squadra, sotto forma di gioco.
Preparare i muscoli allo sforzo con un opportuno massaggio è importantissimo per poter essere performanti fin dai primi istanti di allenamento o gara.
Il Medico dello Sport è un laureato in Medicina che ha conseguito una specializzazione in Medicina dello Sport. E' quindi la figura più qualificata a trattare tutte le problematiche dello sportivo.
La domanda, che può sembrare banale, è in realtà molto importante! Spesso, nel mondo sportivo, molti atleti sono portati a credere che basti fare attività fisica (ovvero movimento, sport...) per allenarsi! In realtà l'allenamento è lo svolgimento di un'attività fisica, condotta con una programmazione e la finalità di migliorare le caratteristiche fisiche dell'atleta! Effettuare attività fisica senza una programmazione, invece, non vuol dire allenarsi... tuttavia può essere salutare e utile per mantenere in forma l'organismo!
A dispetto di quanto molti atleti pensano, non esiste una “colazione perfetta”! Una buona colazione per lo sportivo deve essere energetica, facilmente digeribile e gradita all'atleta. All'interno di questi "paletti", sono possibili tantissime soluzioni. È fondamentale scegliere sempre alimenti di buona qualità, non restringere la scelta a poche proposte alimentari ed evitare di esagerare per paura di mangiare troppo poco.
Le esigenze alimentari di un atleta, e quindi anche la natura della sua colazione, dipendono da tanti fattori, non ultimo dalla disciplina sportiva praticata. Generalmente, tuttavia, non è consigliato cambiare drasticamente le proprie abitudini proprio il giorno della gara. Molti atleti che effettuano discipline di endurance (maratona, ciclismo...) sono soliti mangiare a colazione, il giorno di gara, un quantitativo triplo (o talvolta quadruplo) di alimenti rispetto al solito; questa abitudine potrebbe risultare mal tollerata dall'organismo, abituato a gestire in quella fase della giornata altri tipi e quantitativi di alimenti.
Chi svolge attività sportiva in maniera intensa e continuativa richiede all’organismo un trasporto di ossigeno maggiore della persona sedentaria e quindi tende a “consumare” maggiormente emoglobina e mioglobina. Per la rigenerazione di queste due molecole il nostro corpo ha bisogno di ferro, elemento che troviamo negli alimenti.
Purtroppo, non vi è una regola univoca per determinare quante ore o quanta intensità dell'allenamento possa portare a uno stato di debilitazione (l'overtraining) e quindi risultare non allenante o addirittura dannosa per un soggetto, visto che i parametri in gioco sono tantissimi, dipendono strettamente dalle caratteristiche personali dell'atleta e dal suo grado di allenamento. E' comunque certo che per ogni sportivo esiste un "limite" che, se viene superato, porta rapidamente a un calo della condizione atletica e a un peggioramento drastico della capacità prestativa. Talvolta, inoltre, la voglia dell'atleta stesso di migliorarsi e di "bruciare le tappe" della preparazione non permette una sufficiente lucidità per valutare oggettivamente il proprio stato di forma: ecco perché è sempre importante, soprattutto in chi svolge attività agonistica regolarmente, seguire le indicazioni di un allenatore qualificato in grado di fornire indicazioni personalizzate, volte alla crescita o al mantenimento della condizione, al riparo dal rischio del sovrallenamento.
Il microcircolo è la parte dell'apparato cardiovascolare che è formato dai capillari, piccoli vasi sanguigni che trasportano ossigeno e nutrienti alla periferia dell'organismo, ovvero anche agli arti che sono coinvolti nello sforzo fisico (gambe, braccia... ma anche ai muscoli in generale).
La sensazione di sete post allenamento è assolutamente normale, il fisico richiede i liquidi persi durante l'attività. Diverso è se la sensazione di sete è molto forte e fatica placarsi. In questi casi è probabile che l'alimentazione che precede l'allenamento non sia stata ben bilanciata ed inoltre è anche possibile che l'idratazione durante lo svolgimento dell'attività non sia stata ottimale. Il suggerimento è di introdurre nella dieta una maggiore quantità di frutta e verdura, che naturalmente apporta liquidi, zuccheri e minerali. Durante lo svolgimento dell'allenamento è invece opportuno bere liquidi con cadenza regolare. Per le uscite un po' più lunghe, e nella stagione un po' più calda è importante mettere sempre in borraccia bevande ipotoniche, così da permettere una rapida idratazione e la restituzione di sali minerali e zuccheri.
Quando si perde peso il metabolismo rallenta perché il corpo trasporta meno peso, quindi compie meno lavoro e di conseguenza consuma meno calorie.