Lo sci alpino è uno sport invernale, per la prima volta inserito nelle Olimpiadi del 1936, e comprende le competizioni di:
- discesa libera: è una disciplina cosiddetta “veloce” (gli atleti possono raggiungere anche i 130km/h), consiste in una gara (solitamente in una sola manche) in cui gli sciatori scendono lungo un ripido tracciato largo circa 20 metri, delimitato da linee blu dipinte sul terreno e da bandierine, che segnano le porte. Le porte sono poche e molto distanti tra loro, e svolgono essenzialmente la funzione di punti di controllo (per il rilevamento del tempo, per esempio).
- Slalom speciale: fa parte delle discipline “tecniche” dello sci; è una gara (tipicamente in 2 manches e risulta vincitore lo sciatore che ha realizzato il tempo complessivo minore sulle due prove, senza saltare nessuna porta) in cui gli sciatori sono tenuti a passare attraverso una serie di porte ravvicinate, disposte su un tracciato che comporta curve ad arco stretto.
- Slalom gigante: Si tratta di una gara in cui gli sciatori sono tenuti a passare attraverso una serie di porte disposte sul tracciato. Rispetto allo slalom speciale è molto più veloce, permettendo allo sciatore di effettuare curve con raggio maggiore. Tipicamente una gara di slalom gigante si svolge in due manches.
- Super gigante: (anche detto superG) E’una gara in cui gli sciatori sono tenuti a passare attraverso una serie di porte disposte sul tracciato, come negli altri slalom, ma la lunghezza della pista, la distanza tra le porte, il raggio di curva e la velocità di percorrenza sono maggiori. Viene quindi ritenuto una disclipina veloce, come la discesa libera, e viene in genere disputato sulle stesse piste usate per le discese.
- Combinata: E’ l’unione di una discesa libera e di uno slalom speciale.
- Supercombinata (non è specialità olimpica): l’unione di una discesa libera e di due slalom speciale.
Nelle discipline veloci dello sci alpino l’atleta deve avere un ottimo controllo del mezzo, grande sangue freddo e buona resistenza fisica; nelle specialità tecniche è necessaria grande reattività muscolare, ottimo controllo del mezzo e buona resistenza a sforzi misti aerobici-anaerobici. In tutte le discipline dello sci alpino le articolazioni delle ginocchia sono messe a dura prova dalla velocità dei cambi di direzione (nello slalom speciale e nel gigante) e dalla resistenza della forza centrifuga nelle curve veloci (nella discesa e nel superG). E’ necessario, quindi, che la preparazione fisica dello sciatore comprenda un buon potenziamento degli arti inferiori, realizzabile tramite regolari sedute in palestra. E’ imprescindibile, però, un allenamento di fondo medio-veloce e l’affinamento in pista del gesto tecnico con simulazioni di gara. La pratica dello stretching, dopo il riscaldamento coadiuva alla prevenzione di strappi muscolari e stiramenti al dorso e alle gambe, abbastanza frequenti nello sci.
L’alimentazione dello sciatore influisce relativamente sulla prestazione ma incide in maniera sostanziale sulla prevenzione degli infortuni. All’interno di una dieta bilanciata, un adeguato apporto di proteine alimentari (carni bianche, rosse, legumi…) fornisce il nutrimento per le masse muscolari. In più la supplementazione di
creatina e
amminoacidi ramificati nel periodo di carico atletico previene il catabolismo delle masse muscolari e conferisce una maggiore reattività al muscolo scheletrico. E’ altresì importante per lo sciatore assumere nutrienti che coadiuvino il trofismo delle
cartilagini a scopo preventivo, contro le patologie articolari.
La nazione italiana ha un ’ottima scuola di sci alpino; gli atleti più rappresentativi italiani sono stati Alberto Tomba, nel recente passato e, nell’attuale nazionale (chiamata “valanga azzurra”), Giorgio Rocca.