ALESSANDRO FABIAN: il ragazzo d'Oro del triathlon italiano

26/10/2010
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La stagione 2010 è ormai alle battute finali ed incontriamo nuovamente, a distanza di 12 mesi Alessandro Fabian!
Ciao Ale! Anche il 2010, come il 2009 ti ha visto assoluto protagonista sia in Italia che a livello internazionale. Raccontaci i momenti più importanti di questa stagione ancora una volta ricca di successi.
AF. Ciao Ragazzi, stagione piena di emozioni ed esperienze uniche. Questo, per me, era il primo anno a livello Elite in campo internazionale. Mi sento, purtroppo, di dividere in 2 mondi l’ambiente del triathlon: uno italiano e l’altro internazionale.
Purtroppo non sempre le ciambelle riescono col buco e per vari motivi la mia preparazione invernale non è stata ottimale. Questo ha causato un inizio di stagione un po’ sottotono ma, appena mi sono rimesso, ho ottenuto buoni risultati.
Vorrei evidenziare, inoltre, i passi da gigante che sono avvenuti nella mia maturazione agonistica. Gareggiare con i più forti triatleti al mondo permette di incrementare le proprie capacità fisiche e di diventare consapevoli sempre più delle proprie potenzialità.
Voglio ricordare due eventi di questa stagione che per me hanno avuto un riscontro positivo, anche se una delle due non è una vittoria. Il primo è il Campionato Europeo Elite di triathlon svoltosi ad Athlone in Irlanda, che emozione indescrivibile! Per due terzi di gara mi stavo giocando il podio al pari di Gomez e i fratelli Brownlee; purtroppo non essendo stato al top della condizione, nella frazione di corsa in un batter d’occhio mi sono trovato completamente fuori dai giochi. Il secondo episodio invece è stato il Campionato Italiano di triathlon olimpico: lo volevo a tutti i costi, avevo fatto tutto il possibile per arrivare all’appuntamento al top, e così è stato.
Ciò che accomuna queste due esperienze è l’aver capito che per ottenere risultati importanti bisogna lavorare e sacrificare senza risparmiarsi solo così, forse, si ha la possibilità di ottenere qualche buon risultato.
Sono orgoglioso di ciò che ho potuto vivere quest’anno, ho toccato con mano quanto devo ancora nuotare, pedalare e correre per essere un campione del triathlon internazionale!
Il 2011 sarà una stagione fondamentale perchè inizierà l'avvicinamento alla nuova edizione dei Giochi Olimpici. Basta dire Londra 2012 e...
AF. ...e subito arriva la magia dell’ambiente olimpico. Non vedo l’ora di iniziare a gareggiare perché ho voglia di poter vivere questa esperienza al meglio, come ambiente e come prestazione perché possiamo e vogliamo avere il meglio.
Nello sport è sempre utile avvicinarsi passo dopo passo ai grandi obiettivi. Senza voler guardare troppo lontano, quali saranno i tuoi principali obiettivi per il 2011?
AF. Prima di tutto voglio perfezionare ancora di più il mio metodo di allenamento e di preparazione alla prestazione. Fatto questo vorrei riuscire ad affermarmi tra i primi 10 – 15 atleti al mondo. Questo sarà il mio obiettivo principale: il resto verrà da sé.
La “triplice” è una disciplina che richiede grande abnegazione e, soprattutto, una discreta quantità di tempo da dedicare agli allenamenti. Com'è la tua settimana tipo?
AF. Si divide in due tipi. Nella settimana “invernale” nuoto tutti i giorni, pedalo per 5/6 volte e faccio 4/5 sedute di corsa; in più, aggiungo 2/3 sedute di palestra.
Nella settimana “estiva” invece si riduce il chilometrico ma faccio molta più intensità con lo stesso numero di sedute.
Da 2 stagione sei ai vertici mondiali tra gli Under23 e non solo. Cosa ne pensi del movimento italiano nel suo complesso? Cosa ci manca per diventare davvero competitivi a livello internazionale?
AF. Il mondo del triathlon italiano è ancora un mondo vergine: non è sviluppato e conosciuto come altri sport. Per ora non ci sono stati investimenti molto grossi e per sviluppare tutto ciò si ha bisogno di sponsor, dei media e di persone che abbiano voglia di investire il proprio tempo per organizzare ottimi eventi e per fare soprattutto promozione. Il secondo invece, è un mondo completamente differente in cui il triathlon è già affermato ed è una realtà molto importante con grandi numeri e grandi investimenti.
L'alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella vita di uno sportivo.  Cosa ti senti di consigliare soprattutto agli atleti più giovani che si avvicinano ad una disciplina così impegnativa come il triathlon?
AF. dieta sana e varia. Un giovane non deve farsi mancare nulla ma nemmeno esagerare. Una buona dieta ha un’importanza da non sottovalutare perché sicuramente aiuta ad affrontare al meglio una lunga ed intensa giornata.
Grazie Alessandro e continua a farci sognare … fino a Londra 2012 !
Intervista di Massimiliano di Montigny
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