Giorgia e Serena Lo Bue regine del canottaggio azzurro!

10/10/2018

Ciao Giorgia, ciao Serena!
Benvenute nel nostro Magazine!

Un mese dopo...é tutto vero, siete campionesse del mondo!
Raccontateci l'esperienza incredibile di Plovdiv.
Giorgia: Questo è stato il primo mondiale assoluto per entrambe: io l’anno scorso ho partecipato come riserva, invece per Serena è la prima volta in assoluto. Essere tornate a vincere insieme con la maglia azzurra ha un sapore speciale, in un campo dove ho vinto anche il mondiale junior nel 2012 (sempre in due senza con Serena) e quello Under 23 nel 2015 in quattro di coppia pesi leggeri: evidentemente porta bene!
Serena: Il mondiale di Plovdiv è stata un’esperienza fantastica. Per me era il primo mondiale assoluto e poter vedere i campioni olimpici in gara dal vivo è stata un emozione unica. Poi la vittoria con Giorgia è stato il coronamento di tutto questo scenario magnifico.

Durante i mesi di preparazione alla gara, avete mai avuto l'impressione di potercela fare?
Giorgia: In realtà non sapevamo cosa aspettarci, perché hanno inserito il due senza pesi leggeri ai mondiali quest’anno per la prima volta dal 2003. Non avevamo confronti né riferimenti di altri equipaggi. Sapevamo però quale fosse il nostro valore, e al di là del risultato io sono molto contenta dei miglioramenti che abbiamo fatto in barca.
Serena: Rispetto a Giò io sono più quella con i piedi per terra. Sapevo che avremmo potuto fare un bel mondiale ma non mi aspettavo di vincere.

A Palermo, vostra città natale, come vi siete avvicinate al Canottaggio?
Giorgia: Un po’ per caso. Il mio allenatore venne a fare un incontro nella mia scuola quando ancora andavo in seconda media per fare conoscere questo sport di cui io ignoravo l’esistenza. Il caso volle che qualche settimana prima mi avessero diagnosticato l’asma, consigliandomi sport in acqua e all’aria aperta. Quale occasione migliore? Ho voluto provare, e la volta successiva ho convinto Serena a seguirmi…. Il resto è storia!
Serena: Io grazie a Giorgia. Ha iniziato lei per motivi di salute e due giorni dopo mia madre mi obbligò ad andare con lei perché non ce la faceva più a vedermi buttata sul divano a fare zapping con il telecomando.

Lo sport è ricco di storie di coppie di fratelli e sorelle che hanno raggiunto risultati incredibili. Avete mai avuto un modello?
Giorgia: Se si parla di canottaggio e fratelli il nome è solo uno: Abbagnale. Noi non conoscevamo né loro né tanto meno le loro imprese quando abbiamo iniziato, ma nostra madre ce ne aveva sempre parlato. Ho sempre ammirato la loro storia, il loro approccio all’allenamento e alla fatica, ma soprattutto la loro umiltà. Crescendo, poi, ho conosciuto le storie di molti fratelli e sorelle legati dallo sport e arrivati insieme alle Olimpiadi, ma nessuna può competere con la loro.
Serena: Ovviamente il nostro modello nel canottaggio sono i fratelli Abbagnale. Loro hanno scritto la storia del canottaggio italiano.

Dopo i grandi successi è normale fare un punto nave. Cosa vedete se vi voltate indietro?
Giorgia: In questi giorni non faccio altro che ricordare cosa mi è successo a inizio anno. Era un periodo davvero nero per me, gli allenamenti mi pesavano sempre di più già da mesi, ed avevo deciso di smettere. Lo dissi a Serena, perché già allora stavamo preparando il due senza, e lei dopo una lunga chiacchierata in macchina mi convinse a resistere fino al campionato italiano di fondo che si svolge a fine Gennaio, perché lì avrei capito se davvero non mi divertiva più remare: bene, ora devo ringraziarla, perché mi ha fatto riscoprire il piacere di gareggiare e di mettermi sempre in discussione.
Serena: Tanti sacrifici e tante rinunce che però poi alla fine dei conti sono state ben ripagate.

E davanti a voi?
Giorgia: Sicuramente tanto lavoro, ora inizia la preparazione invernale, ed è qui che poni le basi e i presupposti per la stagione prossima.
Serena: Una strada in salita con tanto lavoro da fare per provare a migliorare sempre di più.

Il canottaggio è uno sport molto impegnativo dal punto di vista atletico e sono molti gli integratori di cui avete bisogno per sostenere i vostri allenamenti. Raccontateci i vostri segreti di alimentazione e l'integrazione.
Giorgia: Io e Serena siamo molto fortunate, perché dopo tanti tentativi abbiamo trovato Leandro Carollo, dietista che ci segue dal 2015, e che nel nostro piano di alimentazione non ci fa mancare davvero nulla. Questo non è un aspetto da poco, perché nella categoria Pesi Leggeri gestire il peso e le sue normali variazioni è spesso molto difficile. La nostra dieta varia anche a seconda dell’allenamento del giorno, se si tratta di un allenamento di fondo o di una seduta di pesi, ma sicuramente per me non può mancare la pasta a pranzo e la carne la sera. Durante gli allenamenti è fondamentale bere sempre tanto (anche d’inverno) e rimanere idratati, in questi casi è giusto ricorrere ai Sali minerali come Performance Sete per evitare cali di forma, e Recupero, per reintegrare subito i liquidi persi.
Serena: Con Giorgia siamo state molto fortunate perché abbiamo trovato a Palermo un dietista bravissimo che non ci fa mancare niente. La sua bravura sta nel non stravolgere la tua alimentazione tipo ma di adattarla alle tue richieste in modo da perdere senza troppi sacrifici. In più il canottaggio richiede molte ore di allenamento e senza una buona integrazione prima e dopo non si riesce a concludere gli allenamenti al meglio.

Come avete conosciuto EthicSport?
Giorgia: Proprio grazie al nostro dietista, che ci ha consigliato i vostri prodotti nel 2016.
Serena: Grazie a Leandro! E’ stato lui a darci il miglior consiglio possibile.

C'è un prodotto EthicSport al quale non rinuncereste mai?
Giorgia: Io non potrei fare a meno di Recupero e Performance Sete. Quest’anno ho iniziato anche a mangiare le barrette High Protein come supplemento proteico quando abbiamo i pesi, ed è stata una rivelazione per me. Essendo sempre a dieta mangio pochi dolci, e poter mangiare le barrette al cocco o alla nocciola senza problemi mi ha reso molto felice!
Serena: Ramtech. Senza di loro a fine allenamento non saprei come fare!

Qual è il consiglio più importante che dareste ad un giovane appassionato che si avvicina alla vostra discipline?
Giorgia: Divertitevi sempre! Il nostro è uno sport bellissimo, ti mette a contatto con la natura e ti permette di conoscere a pieno te stesso e tutto il tuo equipaggio in un modo che pochissimi altri sport al mondo sanno fare. È anche molto faticoso, e capita di lasciarsi andare allo sconforto quando si è più stanchi, ma il segreto è vedere quanta strada hai fatto, non quanta te ne manca!
Serena: Di immergersi in questo sport a pieno perché oltre alla fatica ti riserva anche tantissime sensazioni stupende.

Grazie Giorgia e Serena per l'emozione che ci avete regalato!

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