Mario Prinoth: lo “Spiderman” della Val di Fassa

13/02/2009
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Ci sono discipline di cui si parla quotidianamente, sport che ricorrono nelle cronache solo ogni 4 anni in corrispondenza delle olimpiadi e alcune discipline di cui non si parla affatto. Alcuni uomini compiono imprese che vanno al di là della competizione, sfidando i limiti che la natura pone ai più.
Mario Prinoth, persona cordiale, semplice e disponibile nasconde, dietro l’aspetto di un apparentemente normale “Peter Parker” fassano, la sua vera identità di “uomo ragno” che scala pareti rocciose, percorrendo vie che pochissime persone sulla terra sono in grado di terminare!
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Ciao Mario! Tu che vivi la montagna in tutta la sua verticalità, raccontaci come vedi il mondo quando sei appeso in parete.
Mario Prinoth: Quando si è in parete, si vede il mondo da un’ottica diversa; tutto ti sembra lontano, problemi compresi e la tua mente è concentrata totalmente nel gesto che stai compiendo, in piena libertà e senza sollecitazioni esterne. Il silenzio di quei momenti, quando senti solo il tintinnio dei moschettoni, mi trasmette calma e serenità, e mi fa sentire bene a tal punto che non vorrei essere da nessun’altra parte.

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“Cani Morti”, “Solo per vecchi guerrieri”... Le vie degli scalatori hanno nomi veramente singolari! Chi è che decide il nome di una via? Tu hai mai battezzato una di queste?
Mario Prinoth: Il nome è deciso da chi scopre e apre una nuova linea e solitamente non è casuale, bensì legato a qualche aneddoto o alle emozioni ed esperienze vissute dallo scalatore in quel dato periodo. Ho battezzato alcune vie su roccia e altre di misto (ghiaccio e roccia); per citarne una  “ Albertina”, via molto impegnativa salita con piccozze e ramponi , che mi ricorda un periodo doloroso della mia vita.
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Tu pratichi arrampicata l’estate, quando la parete è nuda, e l’inverno, nella specialità chiamata ice-climbing. C’è un momento particolare dell’anno nel quale preferisci la montagna? Perché?
Mario Prinoth : Mi piace molto il fatto di poter cambiare disciplina a seconda delle stagioni, seguendo dei ritmi naturali che mi si addicono: d’estate a mani nude sulla roccia, d’inverno sul ghiaccio con l’ausilio delle mie piccozze. Mi piace scalare tutto l’anno, a 360°, anche se in primavera ed autunno il maggiore tempo libero mi permette di scalare molto di più e anche di viaggiare per avere la possibilità di arrampicare in posti nuovi.
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Com’è la giornata tipo di un climber come te? Quanto allenamento e preparazione richiede la disciplina che pratichi?
Mario Prinoth: L’arrampicata richiede una grande preparazione, fisica e psicologica. Quando posso, divido l’allenamento giornaliero in due sedute, il che è meno stancante. L’allenamento a secco si concentra soprattutto in febbraio e marzo, mentre si riduce a 1-2 sedute a settimana nella bella stagione quando riesco a scalare il resto dei giorni su roccia. Integro L’allenamento con la corsa o lunghe camminate a piedi, e con lo scialpinismo l’inverno, per mantenere sempre un buon livello sia di fiato che di tonicità fisica.

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E riguardo l’alimentazione? Qual è il tuo rapporto con il cibo? Hai un cibo preferito? O una pietanza tipica delle giornate che precedono le tue arrampicate...
Mario Prinoth : Naturalmente l’ alimentazione è molto importante, e un sport come l’ arrampicata, dove il rapporto peso-potenza è fondamentale, lo è ancora di più. Mi piace mangiare un po’ di tutto, si può dire che seguo la classica dieta mediterranea, mangiando sempre molta frutta e verdura e preferendo cibi semplici e leggeri. Per questo il mio piatto preferito è sicuramente la pasta, e il mio”peccato di gola”è la cioccolata,per la quale perdo letteralmente la testa, e che mi concedo ogni tanto. Prima di un’arrampicata importante o di una gara cerco di mangiare un po’ di meno, così da essere più performante.
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E’ chiaro che l’arrampicata sia uno sport fondamentalmente tecnico ma con una buona componente atletica; l’opportunità degli integratori può essere utile per chi sta tante ore in parete?
Mario Prinoth : Secondo me lo sport praticato a livello agonistico necessita sicuramente di un integrazione, in quanto il fisico è sottoposto a uno stress fisico- psicologico considerevole. Questo non giustifica però l’abuso o, ancor peggio, il fatto di sostituire l’alimentazione con integratori. Nel mio caso, penso all’importanza degli integratori soprattutto nella fase di recupero dopo gli sforzi notevoli che l’arrampicata impone. Anche durante allenamenti molto intensi è fondamentale fornire al muscolo sollecitato l’energia necessaria per il suo funzionamento ottimale. Inoltre, quando si affrontano vie molto lunghe che possono impegnare in parete tutta la giornata, non ci si può permettere di sbagliare nulla, poiché ciò comprometterebbe la prestazione. Questo discorso vale perfettamente anche per l’alimentazione durante un’ascesa: sicuramente non si può bere solo acqua e mangiare panini, ma bisogna idratarsi con un prodotto idrosalino per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione, e mangiare qualcosa che ti sazi ma che sia facilmente digeribile, come le barrette energetiche .Tutto ciò ti aiuta non solo dal punto di vista fisico, ma anche dal punto di vista psicologico, perché quando ti senti bene tutto funziona al meglio. 
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Come hai conosciuto EthicSport?
Mario Prinoth : All’ inizio ero molto scettico per il discorso integratori, ma dopo diverse giornate passate in parete con crisi di fame o ancor peggio con svariati crampi ai muscoli, ho chiesto delucidazioni  al mio medico sportivo che mi ha spiegato esattamente il loro scopo e il modo di somministrazione. E’ stato però il mio farmacista che mi ha fatto conoscere EthicSport, e sono così riuscito a trovare prodotti che soddisfacessero le mie esigenze.
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C’è, se vuoi rivelarcelo, un rito scaramantico che compi prima di un’ascesa importante?
Mario Prinoth: Il mio rito scaramantico riguarda l’abbigliamento; indosso sempre lo stesso paio di slip quando ho un appuntamento importante.

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Un’ultima domanda, Mario: qual è la prossima via che scalerai?
Mario Prinoth: Ho un sogno… che per scaramanzia non voglio anticipare, se si realizzerà sarete sicuramente fra i primi a saperlo!

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Grazie Mario!!! Grazie sinceramente per averci fatto vivere un lato della montagna di cui si parla veramente poco! In bocca al lupo da EthicSport per la tua prossima impresa e a presto!

Intervista di Virgilio Ottaviani

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