Monica Carlin - Per quelli a cui la maratona non basta...

16/10/2008
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Ci sono persone che amano passeggiare, alcune “corricchiano”, qualcuno si diletta nella corsa su strada arrivando a distanze come la maratona. Ad alcuni, e in Italia sono un numero crescente, non basta: dopo i 42km tradizionali che separano dal traguardo di una maratona ne vogliono fare altri... E così 50km, 100km, 24 ore sono gare che vengono regolarmente percorse da strenui amanti del podismo.
A chi pensa che queste distanze non siano spettacolari perché i ritmi di corsa sono bassi vorrei far conoscere Monica Carlin, atleta di punta della Nazionale Italiana di Ultramaratona e Atleta con la “A” maiuscola!!!

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Ciao Monica! Come ti sei avvicinata a questo sport così faticoso?
Monica:
Ho sempre prediletto gli sport di resistenza e di durata. Fin da bambina ero solita fare lunghe passeggiate in montagna, stare tutto il giorno con gli sci ai piedi dall’apertura degli impianti alla chiusura…magari senza sosta. Quando sono diventata un po’ più grandicella lunghi giri in mountain bike o bici da strada, allenamenti in piscina senza sosta, molti km percorsi con gli sci da fondo e lunghe escursioni con gli sci da alpinismo.
La corsa fino all’epoca del liceo non la praticavo se non quale riscaldamento per l’attività in palestra. Dopo che mi sono laureata ho iniziato ad andare a correre alla domenica e l’ho subito trovato un ottimo metodo per “tenersi in forma”. A quell’ epoca ero un’assidua frequentatrice di una palestra vicinissima al mio studio legale e prima e dopo le sedute in sala macchina o i vari corsi, mi dilettavo a correre sul tapis roulant.
Durante le mie uscite domenicali intorno ai laghi di Levico e Caldonazzo vicino a dove abito, mi capitava di incontrare l’azzurro ultramaratoneta Stefano Sartori, amico e coetaneo di mio fratello Michele. Stefano ha capito che avevo buone potenzialità e mi ha convinto ad iniziare a gareggiare.
Ho iniziato con la maratona di Milano 2004, la mia prima gara podistica, “preparata”, si fa per dire, in poco meno di 30 giorni. L’esperienza mi ha subito affascinato e da lì ho deciso di partecipare ogni tanto a qualche gara. Il 2005 è stato un anno in cui ho corso maratone, ultramaratone e ho partecipato anche a varie gran fondo di ciclismo, tra cui la mitica Oetzthaler Radmarathon. Dal settembre 2005 ho deciso di allenarmi costantemente sotto i consigli di Stefano Sartori e del dott. Rosa di Brescia.
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Per farti conoscere meglio ai nostri lettori: quali sono stati i tuoi migliori risultati?
Monica:
questi i miei pb:

MEZZA MARATONA: 1:18:18
MARATONA: 2:44:44
50 chilometri: 3:32:15
100 chilometri: 7:29:16
6 ore strada: 80,705 km

Titoli italiani:
• Anno 2006 Titolo italiano individuale 50 chilometri 25 aprile
• Anno 2006 Titolo italiano individuale 100 chilometri 27 maggio
• Anno 2006 Titolo italiano individuale ultramaratona in salita 26 giugno
• Anno 2007 Titolo italiano individuale ultramaratona in salita 24 giugno
• Anno 2007 Titolo italiano individuale 50 chilometri 14 ottobre
• Anno 2008 Titolo italiano individuale 100 chilometri 31 maggio
• Anno 2008 Titolo italiano individuale 6 ore su strada 6 settembre
Titoli europei:
• Anno 2007 medaglia di bronzo individuale 100 chilometri 8 settembre
• Anno 2007 medaglia di bronzo a squadre100 chilometri 8 settembre
Campionati mondiali
• Anno 2006 Medaglia d’argento individuale 100 chilometri 8 ottobre
• Anno 2006 Medaglia d’ora a squadre 100 chilometri 8 ottobre
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Complimenti! Quest’anno quindi hai confermato il tuo grandissimo stato di forma con una prestazione superba alla mitica 100km del passatore. 7 ore e 39 su questa distanza ti sono valsi la vittoria e il record della gara.
Cos’hai provato quando hai capito che ce la potevi fare?

Monica: correre la 100 km del Passatore è sempre un’ emozione grandissima. Quel giorno stavo davvero bene e posso dire di non aver mai avuto problemi o crisi. La temperatura non troppo calda ci ha aiutato notevolmente; il clima era ideale per correre nelle migliori condizioni.
Sono stata abbastanza regolare durante tutto il percorso, ho comunque fatto la mia gara senza badare alle avversarie. Una 100 km deve sempre essere corsa secondo quelle che sono le tue possibilità, bisogna sapersi regolare a seconda delle sensazioni del momento. Speravo di poter migliorare il mio record del 2006, in quella occasione avevo battuto di poco il record che apparteneva all’americana Adams, specialista delle lunghe distanze. Francamente non speravo di poterlo migliorare in modo così netto: circa 12 minuti (anche se c’è da dire che il percorso era 800 metri più breve rispetto agli scorsi anni).
Dopo il Passo della Colla sapevo che comunque il distacco sulle altre atlete stava crescendo e questo mi ha permesso di fare gli ultimi chilometri con molta tranquillità, sia pure senza perdere la tensione positiva che ti fa andare avanti e arrivare in fondo.
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Oltre a essere una grande atleta tu eserciti la professione di avvocato; a Pergine, il tuo paese natale, sei più conosciuta come avvocato o come atleta?
Monica:
mi piace molto il mio lavoro e gli dedico davvero tanto tempo. Credo che la strada che ho intrapreso sia proprio quella che fa per me. Il mio paese non è tanto grande (20.000 abitanti) e più o meno mi conoscono tutti sia come avvocato che come podista. Non è raro che quando mi alleno mi risaluti con queste parole: “ciao avvocato!”. Per i giornalisti del posto il mio nomignolo è “avvocato volante…”
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Come si svolge una tua giornata tipo?
Monica: in questo periodo, in preparazione dei mondiali di novembre, il mio allenatore Marco Boffo ha previsto un carico di chilometri notevole. I lunghi li faccio alla domenica e talvolta il sabato e la domenica. Negli altri giorni della settimana la media di km è 18-20 al giorno. Mi alleno a mezzogiorno, in quanto qui da noi inizia a far freddino alla sera o alla mattina. Sino all’appuntamento dei mondiali non sono previsti doppi allenamenti.
Durante la settimana mi alzo verso le sei, faccio una buona colazione e vado al lavoro. Al mattino sono quasi sempre in tribunale. Poi rientro, a seconda dei giorni alla fine della mattinata sono in riunione con clienti o vado direttamente ad allenarmi in ciclabile. Al pomeriggio sono quasi sempre in riunione e alla sera preparo i processi per il giorno successivo e predispongo atti.
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Quanto conta la vita d’atleta, una corretta alimentazione e una opportuna integrazione nella pratica dell’ultramaratona?
Monica
: credo che siano aspetti fondamentali. Un’alimentazione sana ed equilibrata aiuta a stare meglio fisicamente e consente di rendere al massimo negli allenamenti e quindi nelle gare.
L’integrazione è altrettanto importante. Nelle gare di lunga durata il fisico è sottoposto ad uno sforzo notevole e prolungato, per cui la integrazione specifica aiuta ad evitare le problematiche che possono insorgere (disidratazione, problemi muscolari o tendinei, sovraffaticamento, carenza di qualche elemento nel sangue o carenze vitaminiche, oltre che l’abbassamento eccessivo delle difese immunitarie).
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Cosa consigli a una ragazza che voglia cominciare a correre distanze lunghe?
Monica: se possibile di farsi seguire da qualcuno con esperienza nella disciplina; di non mollare mai anche nei momenti di difficoltà e di effettuare allenamenti regolari, uniti appunto ad una sana alimentazione. Poi il resto viene da sé; le soddisfazioni aiutano ad andare avanti e migliorarsi sempre più.
Consiglierei anche di porsi spesso dei piccoli obiettivi da perseguire (una gara, il miglioramento del tempo, un certo chilometraggio da raggiungere…) per avere maggiori motivazioni e stimoli.
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Come hai conosciuto EthicSport? Cosa pensi di questa linea di integrazione?
Monica: all’inizio ne avevo sentito parlare alle gare cui partecipavo, vedevo le pubblicità ed ero interessata dal prodotto. Alla maratona di Sommacampagna del 2006 ho provato i prodotti Pre-gara Endurance, Performance sete, Recupero e mi sono trovata bene. Da lì è nata la nostra collaborazione.
Devo dire che tutti i prodotti che ho provato (Pre-gara Endurance, Performance sete, Recupero, Energia rapida, Ferrosport, Ramtech, OmegaSport, barrette energetiche…..) non mi hanno mai dato problemi di digeribilità e mi sono sicuramente serviti.
Mi trovo davvero bene e a molti amici sportivi ho consigliato di provare di prodotti della linea EthicSport
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Un’ultima domanda, Monica: spesso di sente parlare di doping nello sport e chi si avvicina allo sport pensa che senza questa pratica non si possa fare sport ad alti livelli. Cosa ne pensi? E’ possibile essere ai vertici del mondo ed essere puliti?
Monica: il doping è una piaga purtroppo diffusa. Negli ultimi anni sono stati fatti dei passi in avanti, ma a mio avviso è ancora poco.
Sì, io sono assolutamente convinta che sia possibile avere ottimi risultati solo con il proprio fisico, con la costanza e il duro allenamento.
Sono altresì convinta che molti campioni sono puliti; certo ci sono purtroppo discipline che per così dire si prestano maggiormente all’assunzione di prodotti dopanti, anche per “merito” di allenatori o dirigenti.
Io sono contenta di dare il mio piccolo contributo alla lotta contro il doping. Dal 2006, da quando ho conseguito l’argento ai mondiali di Seoul, sono nel pool di atleti soggetti a controlli antidoping a sorpresa (Whereabout program) coordinati dalla federazione mondiale di atletica (IAAF).
Attualmente in Italia gli atleti soggetti a questi controlli, che hanno conseguito risultati importanti a livello mondiale, sono, oltre a me:
Schwazer e Rigaudo (marcia)
Degasperi e Gaiardo (corsa in montagna)
Howe (110 metri ad ostacoli)
L’ultimo controllo è stato dopo il Passatore. Altri controlli sono assai probabili, prima dei mondiali di Tarquinia.
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Grazie Monica per la tua solita squisita disponibilità. Ti auguriamo ancora numerosi successi sportivi e una splendida carriera da principessa del foro!
Arrivederci sui prossimi campi di gara!

Intervista di Virgilio Ottaviani
Foto di Michele Carlin

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