Test con la testa

04/11/2009
Quando si pratica attività sportiva è fondamentale avere buone informazioni sul proprio stato di salute per poter tarare al meglio il carico di allenamento.
La medicina moderna fornisce oggi molti tipi di analisi in grado di dare informazioni su tantissimi parametri. Professionisti e amatori di tutti gli sport possono trarre da questi strumenti indicazioni importantissime per poter svolgere al meglio e in sicurezza la propria attività fisica.
Sorge tuttavia una domanda: sappiamo cosa è un test? A cosa serve? Quando e quante volte va fatto?

Cos'è il test?
Per test si intende un metodo valutativo; in ogni sport e in ogni branca della scienza un test ci deve restituire uno o più elementi che permettano una valutazione. Possibilmente un test dovrebbe avere alcune caratteristiche peculiari:
- essere semplice da eseguire;
- essere ripetibile e riproducibile;
- essere meno dispendioso possibile dal punto di vista economico;
- essere facilmente compreso dall'atleta;
- contenere il gesto atletico peculiare dell'attività dell'atleta;
- essere affidabile e di facile interpretazione.
Un test, inoltre, dovrebbe essere poco invasivo, incruento e più "da campo" che "da laboratori". Non tutti i test hanno tutte queste caratteristiche... Le comuni analisi del sangue, un utilissimo test per avere informazioni sullo stato di salute e di forma degli atleti, richiedono un campione di sangue e hanno un costo non trascurabile!

Quando va fatto un test?
Fare un test una volta e non ripeterlo non ha nessun significato. A seconda della tipologia di valutazione occorre pianificare un certo numero di ripetizioni che dipendono da più fattori. In ogni caso è sempre opportuno affidarsi a uno staff qualificato per sapere quali test effettuare e quanti, a seconda dell'attività fisica, del livello e dei singoli casi.
Un test andrebbe ripetuto a cadenze regolari e senza far passare troppo tempo dall'ultima valutazione, al fine di verificare che l'allenamento, ed eventualmente l'alimentazione e l'integrazione, stiano dando i risultati che ci si attende.
Il medico e il preparatore dovrebbero collaborare e valutare insieme quanti e quali test effettuare su ogni caso; ognuno di questi due importanti tecnici dovrebbero trarne informazioni per pianificare l' allenamento sportivo e le eventuali terapie, ciascuno per le sue competenze.
Non sempre un test deve necessariamente richiedere grandi strumentazioni e tante risorse: per un podista, ad esempio, ripetere un allenamento su una distanza ben misurata e misurare il tempo occorrente per percorrerla è un ottimo modo per valutare lo stato di forma con un costo praticamente pari a zero!

Come va fatto un test?
Esistono, come precedentemente accennato, due grandi categorie di valutazioni: i test sul campo e i test da laboratorio.
Se nel secondo caso quasi sempre non è richiesta la collaborazione attiva dell'atleta se non nel fornire campioni (di sangue, urine...) da analizzare, nel primo caso il suo ruolo è importantissimo: quando infatti si esegue un test l'impegno del soggetto analizzato dovrebbe essere massimo, altrimenti la valutazione potrebbe risultare falsata; questo aspetto è fondamentale per poter ottenere un dato attendibile.
Sebbene i test siano strumenti utilissimi per valutare la condizione di un atleta, ai risultati ottenuti non va dato un valore esagerato: non sempre infatti grazie ai test è possibile prevedere con certezza la prestazione successiva dell'atleta visto che le variabili legate alla prestazione atletica, in particolare quando è agonistica sono tante, spesso incontrollabili e non dipendenti unicamente dallo stesso atleta.

Bibliografia:Pompeo D'Ambrosio - "colpi di test"- OptimaSalute
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