CICLISMO


Il ciclismo comprende una grande quantità di discipline, che variano dal ciclismo su strada al ciclocross, dalla bmx alla pista, dalla mountain bike al freestyle. Tutte queste discipline richiedono padronanza tecnica del mezzo ed una preparazione aerobica generale. Sono però altresì indispensabili velocità, forza e buona tolleranza lattacida. Le teorie dell'allenamento di queste discipline sono estremamente varie, ma non prescindono dalla realizzazione di un fondo aerobico, di il lavoro sulla forza resistente e sulla tolleranza lattacida. La padronanza del mezzo (fondamentale nelle discipline del fuoristrada), una ottimale condotta di gara ed una ottimizzazione del gesto atletico della pedalata rendono completo l'atleta. Gli obiettivi di alimentazione ed allenamento in questo sport sono legati al risparmio del glicogeno muscolare, alla prevenzione del calo energetico, ad un efficace recupero fisico ed alla rigenerazione tissutale.
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Domande & Risposte


Tutti gli integratori alimentari si possono utilizzare per periodi prolungati consultando il medico. Prima dell'uso, in ogni caso, è utile leggere attentamente le etichette dei prodotti per verificarne i contenuti, non superare le quantità di assunzione indicate ed attenersi ad eventuali avvertenze.
Vale la stessa regola di buon senso che si utilizza nell’alimentazione ordinaria: non abusare e informarsi. L'integrazione offre indubbi benefici, ma la si deve utilizzare con cognizione e per scopi precisi. Se ci si allena poco e niente... aiuta poco. Se ci si allena tanto aiuta tantissimo. Va anche detto che nessuno diventa campione solo grazie ad una buona integrazione. Attenzione alla “cattiva” integrazione, che può risultare inefficace o addirittura dannosa. Utilizzate prodotti sicuri, di marchi noti e certificati.
Anche se farmaci e integratori appartengono a mondi diversi, occorre sempre confrontarsi con il proprio medico sportivo, qualora si voglia fare attività sportiva durante una terapia farmacologica, per valutare l'opportunità di assumere qualsiasi alimento particolare o integratore alimentare. 
Sebbene gli integratori in generale non abbiano controindicazioni su soggetti sani, nei casi di patologie alcuni prodotti possono interferire con l'azione dei farmaci assunti o, al pari di alcuni alimenti, non essere consigliabili.
Quando si perde peso il metabolismo rallenta perché il corpo trasporta meno peso, quindi compie meno lavoro e di conseguenza consuma meno calorie.
Il nostro organismo, inoltre, si "auto-difende" dalla riduzione del peso e quindi, nelle diete ipocaloriche, tende a consumare meno energie, quindi a rendere il metabolismo più efficiente (e di conseguenza più lento). Nello sportivo di endurance, tuttavia, questo rallentamento del metabolismo non è apprezzabile visto che l'attività fisica aerobica può accelerare il metabolismo per ore.
Quando le gare superano le 4-5 ore può avere senso un'integrazione di aminoacidi, soprattutto ramificati. Gli aminoacidi sono i costituenti delle proteine e vengono assimilati con maggiore rapidità per evitare un eccessivo catabolismo proteico. Per gare davvero molto lunghe anche le proteine possono essere utili, ma è importante prestare attenzione alle difficoltà digestive che le proteine possono determinare quando assunte sotto sforzo.
Tra gli esercizi aerobici (ovvero quelli di resistenza pura), anaerobici lattacidi (quelli intensi, con produzione di acido lattico) e quelli istantanei anaerobici alattacidi (quelli istantanei, in cui la rigenerazione dell'ATP avviene attraverso la degradazione della Creatina Fosfato muscolare), gli sforzi di tipo marcatamente aerobico sono quelli in cui si è rilevato il maggior consumo del substrato lipidico. Partendo da questa evidenza è stato generalizzato il concetto che le attività fisiche come la camminata veloce, la corsa lenta di resistenza, il ciclismo e le escursioni in montagna sono gli sport più indicati per bruciare i grassi!
Se, da una parte, questo concetto è vero e indiscutibile, dall'altra parte è importante considerare che se richiediamo all'organismo di consumare solo grassi, questo faticherà a liberarsi di tutte le riserve di lipidi! E' quindi indispensabile pianificare una certa varietà di tipologie di esercizio per permettere un consumo di tutti i substrati energetici.
I muscoli impiegati nell'attività fisica non dipendono dalla natura dello sforzo (cioè se lo sforzo è di resistenza o di potenza) ma dalla sua tipologia :una flessione, ad esempio, coinvolge sempre il muscolo flessore interessato, che essa sia ripetuta più volte a carico moderato (quindi in uno sforzo di resistenza) o una sola volta a carico massimale (cioè in un lavoro di potenza). La composizione interna del muscolo, tuttavia, rende più adatta la struttura a sforzi dell'uno o dell'altro tipo: il muscolo può essere costituito infatti da fibre rosse (o di tipo I), con alta densità di mitocondri e povere in ATP-asi, che sono adatte a realizzare sforzi frequenti ma di intensità modesta, oppure da fibre bianche (o di tipo II), con bassa densità di mitocondri ma ricche in ATP-asi, adatte a realizzare sforzi intensi ma poco frequenti. L'allenamento può contribuire a variare sensibilmente la natura del muscolo.
Le proteine hanno innumerevoli funzioni nel nostro organismo: dalla ricostruzione dei muscoli a quella dei tessuti ed annessi cutanei (pelle, tendini ma anche capelli e unghie), funzioni di trasporto (come l'emoglobina) o di protezione (le immunoglobuline), inoltre possono avere anche funzione energetica. 
Chiaramente il loro apporto alimentare non può mai essere escluso ma nello sportivo, in cui il turn-over proteico è ampiamente dimostrato essere maggiore che nei soggetti normali, rivestono un ruolo importantissimo e devono essere apportate in maniera adeguata, rapportata alla tipologia, alla frequenza e all'intensità dell'attività stessa.
La carenza di ferro abbatte notevolmente la capacità prestativa dell'atleta di resistenza perché questo importante minerale si lega all'emoglobina che, negli sport come il ciclismo o il podismo, si consuma in grandi quantità per l'enorme mole di lavoro che fanno i globuli rossi: questi hanno l'importantissimo compito di trasportare ossigeno ai muscoli e rimuovere da lì l'anidride carbonica; durante questo lavoro si usurano, si distruggono e serve una adeguata quantità di ferro per rigenerarli. La mancanza di ferro quindi rallenta notevolmente questo processo e di conseguenza incide negativamente sulla capacità dell'organismo di trasportare ossigeno ai tessuti. Una dieta non adatta all'attività sportiva e allenamenti troppo intensi possono portare a questo problema per cui è sempre consigliabile consultare un Nutrizionista Sportivo qualificato e un preparatore che proponga sedute di allenamento adeguate alla condizione atletica raggiunta.
Il microcircolo è la parte dell'apparato cardiovascolare che è formato dai capillari, piccoli vasi sanguigni che trasportano ossigeno e nutrienti alla periferia dell'organismo, ovvero anche agli arti che sono coinvolti nello sforzo fisico (gambe, braccia... ma anche ai muscoli in generale).
Se i capillari si indeboliscono (a causa, ad esempio, di traumi o di sforzi ripetuti) perdono la loro naturale elasticità e possono creare fenomeni di ritenzione di liquidi a livello proprio della periferia. Questo ristagno di liquidi non consente un trasferimento ottimale di ossigeno e nutrienti ai tessuti e inoltre ostacola fortemente la rimozione di tutti i cataboliti da esercizio. Un microcircolo in salute, invece consente di poter mantenere il muscolo sempre perfettamente ossigenato e nutrito, al massimo delle sue capacità prestative. Visto che i nutrienti utili per il trofismo del microcircolo sono relativamente poco abbondanti negli alimenti, una buona strategia per lo sportivo è quella di utilizzare integratori efficaci nei confronti del trofismo capillare come Capillarex per massimizzare la ricrescita di questo importante apparato e favorire la capillarizzazione del muscolo!
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