TRIATHLON LUNGO: Applicazioni metodologiche nell'atleta moderno - a cura di Sergio Contin - CT Nazionale Italiana Triathlon lunga distanza

13/11/2006
Il triathlon lungo, ovvero 4 Km nuoto + 120 Km ciclismo + 30 Km corsa
Oltre alle problematiche di carattere estensivo relative ai volumi consistenti e a quella psicologiche nell'affrontare questi carichi in allenamento ed in gara, esiste l'aggravante della della continua ricerca della qualità dei lavori e soprattutto della loro pianificazione. Il livello prestativo è oggi sempre più "performante" ed è talmente elevato da costringere anche l'atleta di medio livello ad una preparazione fisica sempre più pianificata e razionale.
Terminati i tempi del 
"pionierismo", oggi è indispensabile programmare la stagione agonistica attraverso una metodologia di allenamento particolarmente mirata e basandosi su parametri oggettivi misurabili.
La raccolta di una serie di dati tecnico-fisiologici personali, diventa perciò indispensabile punto di partenza e, successivamente, importante verifica di una condizione fisica pre-agonistica corretta.
In questo sens
o le valutazioni funzionali, sono fondamentali sia nella fase di preparazione, sia successivamente, durante la stagione agonistica.
Definiti parametri oggettivi rappresentano oggi lo strumento di verifica di un corretto lavoro svolto, oppure importante campanello d'allarme di una condizione fisica non ottimale.

LE VALUTAZIONI
Le valutazioni funzionali applicate sono molteplici e diverse sia nei protocolli che negli obiettivi.
Per quanto riguarda la valutazione della massa-magra e massa-grassa, mi riferisco alla psicometria, sistema comodo e comunque preciso.
Questo metodo consiste nel misurare con un particolare "calibro" le pliche formate dallo strato adiposo sottocutaneo in particolari punti del corpo.
Mediante l'utilizzo di specifici programmi, si possono appunto ricavare in percentuale e in valore assoluto, i grassi di deposito in eccesso sia in senso generale che localizzato, la massa muscolare e il peso della struttura ossea in riferimento a dei valori "ideali" riscontrati da approfonditi e precisi studi in materia.
E' evidente la grande importanza che assume questa analisi sull'atleta di sport di endurance come il triathlon lungo, dove i grassi possono in alcuni casi diventare fondamentale fonte energetica ma nel contempo, se mal controllati, anche scomoda zavorra.

LA SOGLIA
Altro parametro di fondamentale importanza è il valore della frequenza cardiaca di soglia, ossia il limite oltre il quale il nostro organismo non è più in grado di smaltire le scorie prodotte dall'esercizio fisico.
L'acido lattico è il principale prodotto del metabolismo anaerobico. La valutazione della soglia anaerobica tramite il test Conconi è oramai pratica consolidata tra gli addetti ai lavori. E' un "test da campo" che permette di ottenere, se ben eseguito, dei risultati più che affidabili.
Durante il test con il cardiofrequenzimetro, attrezzo di cui oggi si fa largo uso, viene registrata la frequenza cardiaca dell'atleta che risulterà crescente durante l'intera esecuzione della prova.
I valori ricavati vengono quindi riportati in un sistema di assi cartesiani, dal quale possiamo ricavare il punto di deflessione coincidente con il valore della soglia anaerobica individuale. In pratica la frequenza di soglia rilevata, che è un dato strettamente personale, è il punto in cui l'organismo svolge un lavoro anaerobico, con elevata produzione di acido lattico.
Determinati questi valori, si possono ricavare delle importanti indicazioni.
Il confronto di più test ripetuti nelle medesime condizioni e per diversi periodi, ci darà l'opportunità di stabilire gli eventuali miglioramenti dell'atleta e ci consentirà di identificare i ritmi di allenamento maggiormente utili per ottenere un determinato adattamento fisiologico.

IL LATTATO NEL SANGUE
La concentrazione del lattato ematico, ossia la quantità di acido lattico presente nel sangue, durante e dopo l'esecuzione dell'esercizio fisico a diversi livelli di intensità, diventa un ulteriore e importante parametro di riferimento.
Tale valutazione contribuisce alla determinazione "diretta" della frequenza cardiaca di soglia offrendo così degli importanti riferimenti per ottenere una metodologia di allenamento corretta e razionale.
Questa ulteriore indagine è perciò utile per adattare al meglio l'intensità dell'allenamento alle condizioni del singolo atleta.
Considerando per esempio i parametri, acido lattico e frequenza cardiaca, se ne ricava una curva, che può come detto sopra offrire dei riferimenti in relazione alla soglia anaerobica personale.
Per ricavare tale curva bisogna ovviamente effettuare più letture su campioni di sangue prelevati, in situazioni di lavoro diverse e ad intensità crescente.
Ritengo dunque le valutazioni funzionali un riferimento indispensabile per una preparazione razionale e sorretta da una logica metodologia di allenamento.
Dal punto di vista psicologico questi protocolli sono ulteriore stimolo sia per gli atleti che per il tecnico, trasformando in dati oggettivi e in risultati concreti il duro lavoro che la preparazione del triathlon lungo richiede.

MONITORAGGIO CARDIACO
Un'applicazione pratica dell'utilizzo dei dati oggettivi rilevati in laboratorio, risulta essere il monitoraggio cardiaco sul campo durante la prestazione.
Monitorare la frequenza durante lo sforzo, dà la possibilità all'atleta di effettuare una sorta di autocontrollo durante la performance, al fine di mantenere una condotta di gara più consona possibile alle proprie possibilità fisiologiche, per raggiungere il miglior risultato per lui possibile.
Oltre a questo il monitoraggio serve al metodologo per analizzare, a performance conclusa, gli eventi fisiologici avvenuti sul campo, e quindi ad apportare modifiche e lavori specifici per il perfezionamento della condizione, già dal giorno dopo.
Il monitoraggio sotto evidenziato, si riferisce alla prestazione durante il triathlon internazionale di Nizza ( allora su distanza lunga ) di un atleta specialista della distanza e di cui conosciamo sia le soglie individuale della corsa , 161 batt./1' che del ciclismo 154batt./1'
Possiamo notare che gia nella fase del nuoto la sua f.c. registrata è decisamente alta. Non era stata determinata la soglia individuale nel nuoto, ma possiamo garantire che difficilmente può essere più alta di quella della corsa e in questo caso le frequenze superano abbondantemente i 161 batt./1'.
L'atleta nella sua tattica di gara doveva dare molto nel nuoto, fase a lui congeniale per uscire in zona transizione tra i primi e avere così dei validi riferimenti nella frazione ciclistica, e così è stato fatto!
Segue la fase concitata del cambio e poi la frazione ciclistica caratterizzata da più tratti a f.c. importanti; in corrispondenza del colle de Vence e degli altri due colli meno impegnativi la f.c. si assesta infatti a frequenze cardiache decisamente sopra soglia; l'ultima frazione gestita nelle giuste frequenze ha conferito regolarità nei ritmi della corsa anche se obiettivamente sotto le possibilità dell'atleta stesso.

Monitoraggio cardiaco Triathlon long distance



Percentuale frequenza cardiaca Triathlon long distance


Nel grafico che evidenzia i carichi in percentuale delle f.c., si può notare che il 49,2% del lavoro complessivo è stato effettuato tra i 150 batt./1' e i 160 batt./1' e il 17,3%, tra i 160 batt./1' e i 170batt./1'. In sostanza più del 50% dell'intero 'esercizio', in prossimità delle soglie anaerobiche individuali .
Alla luce di quanto evidenziato nel monitoraggio possiamo affermare che la performance non è propriamente caratterizzata da una netta supremazia della capacità aerobica.
Sul monitoraggio infatti sono evidenti i picchi anaerobici in soglia e sopra soglia oltre alle fasi anche lunghe in prossimità della frequenza critica. Diventa perciò importante per il tecnico proporre ai propri atleti lavori non solo estensivi, ma anche di qualità, migliorando il valore del massimo consumo di ossigeno e la sua potenza aerobica.
Solo in questo modo l'atleta di endurance potrà esprimersi al meglio, sempre sulla base di una solida resistenza aerobica ma necessariamente accompagnata da valori di massimo consumo di ossigeno e quindi di potenza aerobica elevati.

CONCLUSIONI
Concludo affermando che il successo sportivo non può prescindere da una adeguata e personalizzata preparazione, da una corretta metodologia e da una precisa determinazione di parametri fisici e fisiologici; parametri oggettivi determinabili attraverso valutazioni funzionali .
E' chiaro che alla base di tutto ciò deve esistere la professionalità di chi opera, che si concretizza nella correttezza metodologica di esecuzione delle prove, nella ripetitività fedele dei protocolli e soprattutto nell'esperienza dell'interpretazione dei dati acquisiti. Si eviterà così di affidarsi ciecamente a dei numeri che possono essere non solo inutili, ma anche deleteri per la prestazione agonistica futura dell'atleta e, peggio ancora, fortemente pericolosi per la sua salute.

di Sergio Contin - CT Nazionale Italiana Triathlon lunga distanza

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